Il Brutalismo: da Le Corbusier ai Coniugi Smithson

Il Brutalismo, da Le Corbusier ai Coniugi Smithson

Le Corbusier a partire dal 1950 realizza in aperta campagna, tra Svizzera e Francia, la Cappella di Ronchamp, che sembra esser la negazione radicale dei cinque punti portati avanti nella sua architettura purista degli anni ‘20. Per la sua realizzazione utilizzò del cemento a vista non trattato.

L’edificio sbalordì la comunità internazionale tanto da diventare un esempio da imitare. Sulla scorta di essa, nascerà una corrente, il Brutalismo, termine che fa riferimento al fatto che il cemento NON fosse trattato bensì “bruto”( “béton brut” in francese).

IL BRUTALISMO: DA LE CORBUSIER AI CONIUGI SMITHSON

Il Brutalismo di Le Corbusier

Il brutalismo o new brutalism è una corrente sviluppatasi all’interno del movimento moderno ma in dissenso con ciò che eredita nel dopoguerra. I suoi esponenti furono un gruppo di giovani architetti che trovarono inadeguato l’apparato teorico e normativo elaborato dal movimento moderno nel momento in cui ci si confronta con la realtà e in cui si deve affrontare la ricostruzione di alcune parti della città che erano state rase al suolo durante la guerra.

Questi giovani iniziarono ad esternare i loro pensieri in occasione del IX CIAM (congresso internazionale di architettura moderna) che si tenne ad Aix-en Provence nel 1952 (stesso anno in cui le Corbusier inaugurò la sua Unitè d’Habitation a Marsiglia).

Quattro anni dopo, nel 1946, la nuova generazione di architetti organizzò il decimo ed ultimo CIAM, nel quale misero alla prova le teorie costruttive elaborate dal movimento moderno prima della guerra. Necessario nella realizzazione di nuove strutture fu il concetto di “memoria” che porta a creare un dialogo emotivo tra la vecchia città e quella nuova, si ragiona in termini di associazione umana tra persone piuttosto che di “organizzazione funzionale” degli spazi. Il Brutalismo ha un approccio centrato sull’uomo, sulla sua crisi e sul suo prendere posto nel mondo; per questo si guarda alla vita operaia, a quella dei bassifondi degradati, alle sculture di Paolozzi, alle opere di Pollok e alle poetiche esistenzialiste come quelle di Sartre.

I massimi esponenti di tale corrente furono Alison e Peter Smithson, i quali ebbero un approccio sociologico nei confronti dell’architettura piuttosto che teorico.

IL BRUTALISMO: DA LE CORBUSIER AI CONIUGI SMITHSON

Il Brutalismo e i Coniugi Smithson

Le loro idee vennero espresse nel testo “Struttura urbana” pubblicato nel 1957, introdotto da una serie di fotografie realizzate da Nigel Henderson il quale ricerca ed esalta una nuova estetica fatta di transitorietà, primitivismo e di “errori”. Queste foto, infatti, furono considerate “sbagliate”, rispetto ai canoni tradizionali poiché storte, sovraesposte e con inquadrature irregolari. Le foto colgono una serie di bambini intenti a giocare lungo le strade: atte a mostrare la vitalità dell’ambiente collettivo in luoghi degradati che dovrebbero essere di esempio per la progettazione di nuovi quartieri.

I due coniugi ritenevano che il Brutalismo traesse, in una società di produzione di massa, una rozza poesia dalle forze potenti. Dunque non qualcosa di distaccato dalla realtà, perfetto ma che non si rispecchia in essa; bensì qualcosa che parta dalla realtà conservandone la rozzezza.

IL BRUTALISMO: DA LE CORBUSIER AI CONIUGI SMITHSON

I due introducono per la prima volta in architettura il termine “cluster” inteso come raggruppamento di abitazioni, ciascuna con il proprio cortile, in cui la strada diventa estensione della casa stessa, come fosse un’arena comune ove i più piccoli socializzano contribuendo a creare le relazioni e l’identità del luogo. In opposizione a ciò che esprimeva le Corbusier i brutalisti rivalutano la strada come luogo di mediazione tra “interno” e “esterno” dove avvengono incontri e attività di aggregazione.

I due coniugi si impegnarono nella ricostruzione di alcuni complessi residenziali, come il “Robin Hood Garden”situato a Londra o il “Garden building” della St. Hilda’s College situato ad Oxford, ove la nuova edilizia richiama le tipologie del movimento moderno, ma non è rigida ed asettica, accoglie la città vecchia e con essa si riallaccia.

Il Brutalismo con il tempo non rimase un semplice ricordo destinato a sbiadirsi, anzi divenne punto di riferimento per le correnti successive. Continuò a svilupparsi in inghilterra con James Stirling, in Olanda con Jo Van Der Boek, Jaap Bakema e Aldo Van Eyek e infine raggiunse il Giappone ammaliando l’animo di Kenzo Tange.

di Giuditta Mercuri

Credits:  Immagini da www.wikipedia.org, www.iconeye.com, 2.bp.blogspot.com

Bibliografia: K. FRAMPTON, Storia dell’architettura moderna, Zanichelli, Bologna, nuova edizione 2022.
J.M. MONTANER, Dopo il movimento moderno, Laterza, Roma-Bari 1996.I

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