<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Alessia Carretti &#8211; Parmesse</title>
	<atom:link href="https://www.parmesse.it/author/alessia-carretti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.parmesse.it</link>
	<description>Art, Style and Culture</description>
	<lastBuildDate>Sat, 10 Jan 2026 17:23:38 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>

<image>
	<url>https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2023/12/parmesse-white-150x144.png</url>
	<title>Alessia Carretti &#8211; Parmesse</title>
	<link>https://www.parmesse.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">255056796</site>	<item>
		<title>L&#8217;amore per il design di Tommaso Spinzi abbraccia la sperimentazione</title>
		<link>https://www.parmesse.it/2025/01/17/tommaso-spinzi-rinnova-villa-antonelli/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=tommaso-spinzi-rinnova-villa-antonelli</link>
					<comments>https://www.parmesse.it/2025/01/17/tommaso-spinzi-rinnova-villa-antonelli/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessia Carretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jan 2025 11:26:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.parmesse.it/?p=3306</guid>

					<description><![CDATA[Tommaso Spinzi, interior designer di successo basato a Milano, parte sempre dallo spazio: come ha dichiarato in una recente intervista, il punto di partenza dei suoi progetti è la connessione emotiva con i luoghi in cui e su cui lavorare, con l’obiettivo di “sentirli”. Questo approccio, privo della presunzione di stravolgere ciò che già esiste [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Tommaso Spinzi, interior designer di successo basato a Milano, parte sempre dallo spazio: come ha dichiarato in una recente intervista, il punto di partenza dei suoi progetti è la connessione emotiva con i luoghi in cui e su cui lavorare, con l’obiettivo di “sentirli”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo approccio, privo della presunzione di stravolgere ciò che già esiste e capace di incanalare l’esplosività dell’energia artistica nell’atto dell’ispirazione, è più che evidente nel rinnovo di Villa Antonelli, un gioiello ereditato dal movimento razionalista degli anni ’20 del ‘900.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Tommaso Spinzi e il suo legame con il Lago di Como</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La villa, affacciata sul Lago di Como, era stata originariamente donata da una famiglia benestante a un medico, affinché vivesse vicino alla loro residenza. Simmetrica, priva di sfizi, incarna il puro funzionalismo estetico proprio della corrente architettonica razionalista legata agli anni del fascismo in Italia. Spinzi, legato all’area circostante a Como fin dalla sua infanzia, ha ripensato questo spazio come un luogo di fuga dalla frenesia Milanese e di fusione artistica tra varie correnti, rispettando religiosamente la suddivisione degli spazi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.instagram.com/tommasospinzi/" target="_blank" rel="noopener"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="678" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/12/Screenshot-2024-12-02-172618-1024x678.png" alt="" class="wp-image-3307" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/12/Screenshot-2024-12-02-172618-1024x678.png 1024w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/12/Screenshot-2024-12-02-172618-300x199.png 300w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/12/Screenshot-2024-12-02-172618-768x508.png 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/12/Screenshot-2024-12-02-172618.png 1399w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><em>Source: Tommaso Spinzi&#8217;s Instagram Feed</em></figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><em>Casa Antonelli, il legame con il Territorio e il Design</em></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il riflesso delll’acqua accentua la luce naturale che illumina il salotto, in cui il tavolino da caffè disegnato da Willy Rizzo combina la funzionalità razionalista con la raffinatezza di un design accuratamente selezionato: la connessione tra la casa e il lago è indissolubile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tema dell’azzuro dell’acqua ritorna anche nella Stanza da Letto Blu, mentre in cucina spiccano le sedie Medea di Vittorio Nobili, icone del design italiano degli anni &#8217;50, caratterizzate da una scocca in legno curvato con un&#8217;estetica elegante e minimalista. Il tavolo è invece disegnato da Spinzi stesso, che ama affiancare le proprie opere a quelle di collaboratori, amici e colleghi, in una culla d’arte mai statica, ma fluida, dove il contrasto tra il noto e la sperimentazione prende vita.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="814" height="1024" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/12/image-1-814x1024.png" alt="" class="wp-image-3309" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/12/image-1-814x1024.png 814w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/12/image-1-239x300.png 239w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/12/image-1-768x966.png 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/12/image-1.png 975w" sizes="(max-width: 814px) 100vw, 814px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Source: The New York Times</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>L’incontro tra design tradizionale e innovazione come quello tra equilibrio e caos</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’idea di casa concepita da Spinzi rispecchia quella descritta da Jordan B. Peterson in <em>12 Rules for Life: An Antidote to Chaos</em>. Peterson sostiene l’esistenza di un punto ideale tra caos e ordine da abitare con la mente: quando sappiamo di avere una casa in cui tornare, un luogo che ci protegge nel comfort del familiare, possiamo esplorare l’ignoto senza paura. Spinzi sembra aver tradotto questo concetto in Villa Antonelli, rispettandone lo stile e il carattere originale, ma concedendosi di sperimentare continuamente al suo interno, introducendo nuovi elementi e ospitando figure emergenti per stimolare il dialogo, senza mai tradirne l’essenza.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.parmesse.it/2025/01/17/tommaso-spinzi-rinnova-villa-antonelli/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">3306</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Villers, Picasso e l&#8217;amicizia che cambio&#8217; la storia del Cubismo Astratto</title>
		<link>https://www.parmesse.it/2024/09/05/villers-picasso-cubismo-astratto/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=villers-picasso-cubismo-astratto</link>
					<comments>https://www.parmesse.it/2024/09/05/villers-picasso-cubismo-astratto/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessia Carretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Sep 2024 11:30:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.parmesse.it/?p=2823</guid>

					<description><![CDATA[Dal Primo Incontro all&#8217;Amicizia con Pablo Picasso E’ il 1953, e il sole batte su un pittoresco scorcio di Vallauris, cittadina della Costa Azzurra incastonata tra Cannes e Antibes. Il giovane Andrè Villers ferma per strada un uomo dall’aspetto conosciuto: e’ Pablo Picasso. Villers gli scatta una foto, e da questo decimo di secondo nasce [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Dal Primo Incontro all&#8217;Amicizia con Pablo Picasso</h2>



<p class="wp-block-paragraph">E’ il 1953, e il sole batte su un pittoresco scorcio di Vallauris, cittadina della Costa Azzurra incastonata tra Cannes e Antibes. Il giovane Andrè Villers ferma per strada un uomo dall’aspetto conosciuto: e’ Pablo Picasso. Villers gli scatta una foto, e da questo decimo di secondo nasce un rapporto che si svilupperà lungo tre filoni: uno personale, nutrito da stima reciproca e affettuosa amicizia, uno di collaborazione artistica, e un ultimo di documentazione fotografica del portafoglio di opere di Picasso.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="400" height="522" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/2013_PAR_03557_0174_000andre_villers_picasso_en_toreador_vallauris_1954.jpg" alt="" class="wp-image-2824" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/2013_PAR_03557_0174_000andre_villers_picasso_en_toreador_vallauris_1954.jpg 400w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/2013_PAR_03557_0174_000andre_villers_picasso_en_toreador_vallauris_1954-230x300.jpg 230w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /><figcaption class="wp-element-caption">Andrè Villers, Picasso en toréador, Vallauris, 1954<br>Source: Christies</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">I tre filoni si intersecano, influenzandosi reciprocamente, come spesso accade nei rapporti che sfuggono la superficialità della monodimensione: Picasso non appartiene a un’unica categoria per Villers, né tantomeno vale il viceversa: entrambi sono artisti, uomini, individui, amici e molto altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ben presto, la prima fotografia nelle strade di Vallauris è soltanto la prima di una lunga serie. Dopo quel primo incontro, tanto fugace quanto significativo, Villers inizia a frequentare regolarmente lo studio di Picasso: i due trascorrono interi pomeriggi sperimentando nuove modalità di fusione e interazione tra pittura e fotografia, validando il ruolo della seconda nel Cubismo. Villers gioca con le immagini delle opere del maestro, ritagliando e componendo i celebri “Decoupages”, aggregati dei soggetti piu’ ricorrenti nelle opere di Picasso e meticolosamente posti in relazione tra loro.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="744" height="1024" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/decoup-744x1024.webp" alt="" class="wp-image-2825" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/decoup-744x1024.webp 744w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/decoup-218x300.webp 218w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/decoup-768x1057.webp 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/decoup-1116x1536.webp 1116w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/decoup.webp 1163w" sizes="auto, (max-width: 744px) 100vw, 744px" /><figcaption class="wp-element-caption">Andrè Villers, Untitled (Decoupage de Picasso), c. 1950<br>Source: Michael Hoppen Gallery</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Espansione del Cubismo a una Nuovo Ramo dell&#8217;Arte</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In quegli anni di metà &#8216;900, il potere innovativo di questa esplorazione è disarmante: la fotografia, nata agli inizi di quello stesso secolo, sta iniziando ad essere riconosciuta come un genere artistico a sé, mentre il Cubismo è storicamente circoscritto alla pittura e alla scultura. La collaborazione tra Villers e Picasso esemplifica il ruolo della complementarietà nello svelare nuove applicazioni e potenziali nascosti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parallelamente alla collaborazione artistica, Villers diventa un inviato sul territorio della vita intima e familiare di Picasso, documentandola tramite scatti di quotidianità&nbsp;e intersezione di quest’ultima con i momenti di ispirazione artistica.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="541" height="736" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/pablo-w.jpg" alt="" class="wp-image-2835" style="width:840px;height:auto" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/pablo-w.jpg 541w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/pablo-w-221x300.jpg 221w" sizes="auto, (max-width: 541px) 100vw, 541px" /><figcaption class="wp-element-caption">Andrè Villers, Pablo Picasso with cigarette<br>Source: Hermitage Fine Art</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Non Solo Fotografo, ma Emulatore di Successo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Villers, molto piu’ giovane del mentore e amico Pablo Picasso, riesce a far leva sulla sua esposizione al Cubismo per evadere i confini della produzione fotografica, cimentandosi nella propria versione di pittura astratta. La sua insaziabile curiosità per il potenziale espressivo di luci e forme nell’astrattismo è alimentata, nel corso degli anni, anche da molti altri esponenti delle avanguardie del ‘900 con cui si relaziona, come Jacques Prévert, Alberto Magnelli, Oliver Mark, Jean Arp, Le Corbusier, Salvador Dalí, Joan Miró e altri. Cosi, Villers inizia a dipingere fino a pochissimi anni fa, e diventa protagonista di esposizioni quali la mostra del 2015 alla galleria&nbsp;Gagosian di Ginevra.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-794e3cfa wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="791" height="1024" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/image-asset1-791x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-2827" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/image-asset1-791x1024.jpeg 791w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/image-asset1-232x300.jpeg 232w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/image-asset1-768x994.jpeg 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/image-asset1.jpeg 946w" sizes="auto, (max-width: 791px) 100vw, 791px" /></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="792" height="1024" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/andrevillers30Q10_42-792x1024.jpg" alt="" class="wp-image-2828" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/andrevillers30Q10_42-792x1024.jpg 792w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/andrevillers30Q10_42-232x300.jpg 232w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/andrevillers30Q10_42-768x994.jpg 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/andrevillers30Q10_42.jpg 950w" sizes="auto, (max-width: 792px) 100vw, 792px" /></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="791" height="1024" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/image-asset1-1-791x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-2829" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/image-asset1-1-791x1024.jpeg 791w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/image-asset1-1-232x300.jpeg 232w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/image-asset1-1-768x994.jpeg 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/image-asset1-1.jpeg 946w" sizes="auto, (max-width: 791px) 100vw, 791px" /></figure>
</div>
</div>



<h2 class="wp-block-heading">Una Recente Testimonianza sul Genio di Villers</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il fotografo e giornalista Czeslaw Czaplinski, che ha fatto vista a Villers nel 2000 nella sua villa, descrive con queste parole il loro incontro:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“An incredible meeting in the artist&#8217;s studio and his charming garden, communing with the originals of Picasso and the great masters whom Villers photographed. We exchanged our publications. At the same time, the extraordinary modesty of a man who communed with geniuses of art “– I think that brought me very close to Picasso.</em>&#8220;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Traspare l&#8217;idea di un uomo modesto, quieto, capace di tessere una rete di relazioni fondamentali alla propria crescita professionale grazie ad umiltà e autenticità. Villers lascia in eredità a tutti noi un modello di vita, non solamente professionale: è bello pensare di poterlo rendere attuale. </p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.parmesse.it/2024/09/05/villers-picasso-cubismo-astratto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">2823</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Il mondo attraverso gli occhi di Shepard Fairey</title>
		<link>https://www.parmesse.it/2024/07/29/street-art-e-il-mondo-di-shepard-fairey/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=street-art-e-il-mondo-di-shepard-fairey</link>
					<comments>https://www.parmesse.it/2024/07/29/street-art-e-il-mondo-di-shepard-fairey/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessia Carretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jul 2024 13:58:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[obey]]></category>
		<category><![CDATA[shepard fairey]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.parmesse.it/?p=2624</guid>

					<description><![CDATA[L’arte visiva ha da invidiare alla musica la sua ampia accessibilità. Lo ha sempre pensato Shepard Fairey, celebre artista e attivista americano: a giudicare dall&#8217;innegabile successo dei suoi graffiti, posters e del brand di abbigliamento ‘Obey’, sembra proprio avesse ragione. La street-art come veicolo di rivendicazione ottimista Classe 1970, cresciuto in South Carolina, Fairey imposta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’arte visiva ha da invidiare alla musica la sua ampia accessibilità. Lo ha sempre pensato Shepard Fairey, celebre artista e attivista americano: a giudicare dall&#8217;innegabile successo dei suoi graffiti, posters e del brand di abbigliamento ‘Obey’, sembra proprio avesse ragione.</p><p></p>
<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p></p>
<h3 class="wp-block-heading">La street-art come veicolo di rivendicazione ottimista</h3>
<p></p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph">Classe 1970, cresciuto in South Carolina, Fairey imposta il proprio discorso artistico intorno all’idea di rivendicazione dei diritti individuali, prendendo spunto dall’intersezione del mondo dello skateboarding americano, la pop-art e l’attivismo politico degli anni ’80. Fairey fa leva innanzitutto sull’accessibiltà della street-art, di cui i graffiti lungo le strade si integrano naturalmente con la vita quotidiana di una città, facendo da cornice alle giornate frenetiche delle persone che passeggiano, osservano e pensano.</p>
<p></p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph">Shepard Fairey deve l&#8217;inizio della sua brillante carriera alla campagna di stickers lanciata nel 1989, che ha come prodotto centrale un ritratto stilizzato del wrestler e attore francese André René Roussimoff, e la didascalia: &#8220;<em>Andre the Giant Has a Posse</em>&#8220;. Prodotto mentre Fairey studiava alle <em>Rhode Island School of Design</em>, lo sticker vende più di un milione di copie nel mondo e esemplifica una parodia del concetto di &#8220;logo&#8221; aziendale tramite l&#8217;uso di un soggetto insolito per i modelli consumisti.</p>
<p></p>
<p></p>
<figure><img decoding="async" style="width: 327px; height: auto;" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/07/andre-the-giant-1024x906.png" alt=""><p></p>
<figcaption>&#8220;Andre The Giant Has A Posse&#8221; / Obey / Shepard Fairey /1989<br>Source: People&#8217;s History Archive</figcaption>
</figure>
<p></p>
<p></p>
<h3 class="wp-block-heading">Il manifesto &#8220;Hope&#8221; come simbolo della campagna elettorale di Barack Obama</h3>
<p></p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph">Partendo da una critica audace e diretta al sistema capitalistico occidentale, Fairey non lascia che questa sfoci in uno scetticismo sterile: si distingue invece per usare l’arte come mezzo di presa di coscienza, e veicolo di una rivendicazione nutrita da ottimismo e speranza. L’esempio piu’ lampante è forse l’opera per cui il <em>Boston Institute of Contemporary Art</em> lo ha definito uno degli street-artists più influenti al mondo: parliamo del manifesto <em>“Hope”</em> di Barack Obama, realizzato nel 2008 in occasione della corsa alla Casa Bianca del presidente, diventato simbolo della campagna stessa.</p>
<p></p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph">Capace di innescare associazioni positive con l’immagine dell’allora candidato alla presidenza Obama, il poster incarna perfettamente lo stile di Fairey e la sua genialità nel mescolare semplicità, parole chiave e colori per trasmettere efficacemente un messaggio, abbattendo qualsiasi barriera di interpretazione o potenziale fraintendimento.</p>
<p></p>
<p></p>
<figure><img decoding="async" style="width: 336px; height: auto;" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/07/obama-hope-718x1024.png" alt=""><p></p>
<figcaption>&#8220;Hope&#8221;/ Shepard Fairey / 2008<br>Source: Wikipedia</figcaption>
</figure>
<p></p>
<p></p>
<h3 class="wp-block-heading">Una nuova versione di &#8220;Hope&#8221; per un messaggio ancora piu&#8217; efficace</h3>
<p></p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph">L’advocacy politica è sempre stato un tema necessario nella produzione artistica di Fairey, il quale la vede come attività indispensabile per un individuo realizzato in quanto cittadino e uomo: secondo l’artista, la negligenza e la monodimensionalità sono quanto più ostacola un uomo dal prendere coscienza, e successivamente azione, per cambiare il mondo in cui vive.</p>
<p></p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph">Immune dalla paura di esporsi, Fairey simpatizza apertamente per il “Movimento di Occupazione”, un movimento internazionale che critica soprattutto l’abuso di potere esercitato dal sistema finanziario sulla società umana, cosi&#8217; come le disuguaglianze che ne derivano. Fairey produce una variante del poster “Hope”, sostituendo il volto del presidente con la Maschera di Guy Fawkese e la scritta &#8220;Mister President, we HOPE you&#8217;re on our side”.</p>
<p></p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph">Questa ironia pungente, a tratti satirica, massimizza la densità comunicativa dell&#8217;opera: da un lato, facendo leva sulla già affermata notorietà, dall&#8217;altro, allineandosi perfettamente con le tecniche comunicative contemporanee grazie a una combinazione vincente di parole, simboli e immagini.</p>
<p></p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph">Oltre a questa nuova versione, l&#8217;opera è stata soggetta a molteplici altre parodie e rifacimenti che ne hanno amplificato la notorietà e l&#8217;iconicità.</p>
<p></p>
<p></p>
<figure><img decoding="async" style="width: 333px; height: auto;" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/07/hope-2.png" alt=""><p></p>
<figcaption>&#8220;Hope&#8221; adaptation for the Occupy Movement / Shepard Fairey / 2011<br>Source: Wikipedia</figcaption>
</figure>
<p></p>
<p></p>
<h3 class="wp-block-heading">In mostra a Milano: &#8220;OBEY: The Art of Shepard Fairey&#8221;</h3>
<p></p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph">Questo è solo un assaggio della piu’ ampia e variegata storia e produzione artistica di Fairey, ben riassunta e dalla mostra allestita alla fabbrica del vapore a Milano, visitabile fino al 27 ottobre 2024 &#8211; <a href="https://www.obeymilano.it/" target="_blank" rel="noopener">OBEY: The Art of Shepard Fairey (obeymilano.it)</a>.</p>
<p></p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.parmesse.it/2024/07/29/street-art-e-il-mondo-di-shepard-fairey/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">2624</post-id>	</item>
		<item>
		<title>“The New Society” di Miranda July a Milano, un pezzo di cinema e di cuore</title>
		<link>https://www.parmesse.it/2024/04/30/the-new-society-di-miranda-july-milano/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=the-new-society-di-miranda-july-milano</link>
					<comments>https://www.parmesse.it/2024/04/30/the-new-society-di-miranda-july-milano/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessia Carretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Apr 2024 10:28:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[mostre e musei]]></category>
		<category><![CDATA[Miranda July]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[The New Society]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.parmesse.it/?p=2101</guid>

					<description><![CDATA[Il progetto “F.A.M.I.L.Y.” (Falling Apart Meanwhile I Love You”) al centro di questo articolo, è parte dell’esposizione “New Society”, di Miranda July. L’installazione inebria l’Osservatorio Fondazione Prada a Milano con un profumo di audacia e autenticità, dal 7 Marzo al 14 Ottobre 2024. Miranda July, l’amore per il cinema e non solo Miranda July, classe [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il progetto “F.A.M.I.L.Y.” (Falling Apart Meanwhile I Love You”) al centro di questo articolo, è parte dell’esposizione “New Society”, di Miranda July. L’installazione inebria l’Osservatorio Fondazione Prada a Milano con un profumo di audacia e autenticità, dal 7 Marzo al 14 Ottobre 2024.</p>
<p>												<img decoding="async" width="800" height="587" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/Miranda-July-Love-Diamond-1024x751.webp" alt="“The New Society” di Miranda July a Milano, un pezzo di cinema e di cuore" loading="lazy" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/Miranda-July-Love-Diamond-1024x751.webp 1024w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/Miranda-July-Love-Diamond-300x220.webp 300w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/Miranda-July-Love-Diamond-768x563.webp 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/Miranda-July-Love-Diamond-1536x1126.webp 1536w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/Miranda-July-Love-Diamond.webp 1920w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" />														</p>
<h3>Miranda July, l’amore per il cinema e non solo</h3>
<p>Miranda July, classe 1974, è un’ artista, performer, attrice e sceneggiatrice statunitense, diventata celebre con il film <i>Me and You and Everyone We Know (2005).</i> Invece di dedicarsi esclusivamente all’industria cinematografica, Miranda ha esplorato l’idea di multidisplinarietà fino a renderla il trampolino di lancio del proprio successo. Oggi è una delle voci più autentiche su temi come la centralità delle relazioni umane nella vita, e si esprime attraverso installazioni artistiche di ogni tipo.</p>
<p>												<img decoding="async" width="800" height="534" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/Miranda-July-Family-1024x683.webp" alt="“The New Society” di Miranda July a Milano, un pezzo di cinema e di cuore" loading="lazy" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/Miranda-July-Family-1024x683.webp 1024w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/Miranda-July-Family-300x200.webp 300w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/Miranda-July-Family-768x512.webp 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/Miranda-July-Family-1536x1024.webp 1536w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/Miranda-July-Family.webp 1920w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" />														</p>
<h3>F.A.M.I.L.Y. (Falling Apart Meanwhile I Love You)</h3>
<p>Il Progetto F.A.M.I.L.Y. (Falling Apart Meanwhile I Love You) consiste in una serie di video girati da estranei “volontari” che condividono le proprie riprese attraverso un link, e mostrano, per alcuni minuti, diverse sfaccettature di loro stessi, principalmente ballando nelle proprie camere.</p>
<h4><i>Il connubio tra coralità e autobiografismo</i></h4>
<p>La modalità e il messaggio dell’installazione sono interconnessi:  la prima si basa sulla co-creazione, in cui l’artista si rende leader di un progetto senza proclamarne il possesso esclusivo. Miranda coordina l’installazione da dietro le quinte, permettendo il connubio tra “autobiografismo e coralità”. Chiunque lo voglia può creare, partecipare, senza possedere requisiti specifici o soddisfare standard. L’opera si nutre di questi contributi e assume costantemente nuova vita e nuove forme.</p>
<p>												<img decoding="async" width="800" height="534" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/Miranda-July-New-Society-Osservatorio-Prada-Milano-1024x683.webp" alt="“The New Society” di Miranda July a Milano, un pezzo di cinema e di cuore" loading="lazy" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/Miranda-July-New-Society-Osservatorio-Prada-Milano-1024x683.webp 1024w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/Miranda-July-New-Society-Osservatorio-Prada-Milano-300x200.webp 300w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/Miranda-July-New-Society-Osservatorio-Prada-Milano-768x512.webp 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/Miranda-July-New-Society-Osservatorio-Prada-Milano-1536x1024.webp 1536w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/Miranda-July-New-Society-Osservatorio-Prada-Milano.webp 1920w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" />														</p>
<h4><i>Una critica all’idea di ruolo nel nostro tempo</i></h4>
<p>La co-partecipazione si presta anche a dare voce al messaggio chiave dell’installazione: una critica al concetto di ruolo nella nostra società. Un’opera d’arte collettiva è facilmente una metafora per un progetto a cui lavorare, in cui ogni membro della squadra gioca un ruolo preciso, spesso definito in modo cosi accurato e rigido da limitare il potenziale dell’idea stessa. Potenziale in questo caso creativo, per estensione intellettivo, sociale, emotivo.</p>
<p>Miranda propone ai co-creatori una soluzione nuova, in cui le regole si limitano assicurare che tutti trovino il proprio spazio e la propria voce. Ed ecco che alcune idee-pilastri del nostro mondo, come gerarchia, funzionalità a uno scopo, e coerenza a un sistema, cedono.</p>
<p>Ne nasce una video-installazione che rispecchia l’idea di arte fine a se stessa: un momento di gioco senza ruoli e limiti che ne delineano la funzionalità. Un’idea semplice, e allo stesso tempo cosi’ lontana dalla nostra società della produttività, in cui ogni cosa esiste in quanto finalizzata a qualcos’altro.</p>
<p>Un inno al qui e ora, all’espressione disinteressata di noi stessi senza secondi fini se non quello di coordinarsi spontaneamente con gli altri nell’essere unici e diversi.</p>
<h6><a href="https://www.parmesse.it/authors/alessia-carretti">di Alessia Carretti</a></h6>
<h2>Credits: <font color="#1e1e1e" face="Montserrat, sans-serif">&nbsp;Immagini da&nbsp;www.artribune.com</font><br /></h2>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.parmesse.it/2024/04/30/the-new-society-di-miranda-july-milano/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">2101</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Tom Johnson: tra Musica, Numeri e Disegno</title>
		<link>https://www.parmesse.it/2024/03/25/tom-johnson-tra-musica-numeri-e-disegno/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=tom-johnson-tra-musica-numeri-e-disegno</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessia Carretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Mar 2024 14:53:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Tom Johnson]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.parmesse.it/?p=1511</guid>

					<description><![CDATA[Tom Johnson, talentuoso compositore e appassionato di matematica, ha sempre sfidato il modello multidisciplinare che suddivide l’ambito scientifico da quello artistico, così come le varie aree artistiche tra loro. Tom Johnson e la vita nella Grande Mela Nato in Colorado agli arbori del secondo conflitto mondiale, Johnson studia musica a Yale, per poi trasferirsi a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tom Johnson, talentuoso compositore e appassionato di matematica, ha sempre sfidato il modello multidisciplinare che suddivide l’ambito scientifico da quello artistico, così come le varie aree artistiche tra loro.</p>
<p>												<img decoding="async" width="600" height="400" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/work_advancingmusic_6996.jpeg" alt="Advancing music, 1983: Tom Johnson, tra musica, numeri e disegno" loading="lazy" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/work_advancingmusic_6996.jpeg 600w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/work_advancingmusic_6996-300x200.jpeg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" />														</p>
<h3>Tom Johnson e la vita nella Grande Mela</h3>
<p>Nato in Colorado agli arbori del secondo conflitto mondiale, Johnson studia musica a Yale, per poi trasferirsi a New York dove si afferma come giornalista e critico musicale lavorando per il noto magazine The Village Voice.</p>
<p>Negli anni 70 la Grande Mela è il centro dell’esplorazione delle arti visuali, della danza moderna e del teatro sperimentale: grazie a questa dimensione elettrizzante e al prezioso affiancamento del suo maestro Feldman, Tom sviluppa un peculiare stile di composizione, da lui stesso definito minimalista.</p>
<h3>Il Rivoluzionario Stile Minimalista</h3>
<p>L’arte di Johnson si compone infatti di isoritmi e strutture che si susseguono sulla base di una logica rigorosa: l’artista vuole rappresentare un problema matematico attraverso note musicali, utilizzando la relazione tra i motivi per rispecchiare quella tra i numeri.</p>
<p>Johnson sfida la convenzione per cui l’ispirazione artistica è di natura lontana dalla razionalità e dal rigore: ascoltando le sue composizioni, come “An Hour for Piano”, e “The Four Note Opera”, si nota un certo grado di prevedibilità della melodia. Questa, inaspettatamente, riesce ad accrescerne l’intensità comunicativa.</p>
<p>												<img decoding="async" width="600" height="458" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/work_T_6988.jpeg" alt="Tom Johnson, tra musica, numeri e disegno" loading="lazy" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/work_T_6988.jpeg 600w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/work_T_6988-300x229.jpeg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" />														</p>
<h3>L’Arte Senza Confini</h3>
<p>L’esplorazione di Johnson non si ferma ai numeri: per l’artista sia la musica, sia il quesito matematico alla sua base, possono e devono essere rappresentati visualmente. Le note, diverse in dimensioni, accostamenti e sequenze, trovano un’ulteriore forma di espressione sullo sfondo bianco di un foglio da disegno.</p>
<p>In questa dimensione, l’ascoltatore è anche osservatore, e mira a comprendere un concetto o la soluzione di un problema durante la sua esperienza artistica. L’arte viene vissuta in modo multisensoriale e multidimensionale, senza confini definiti, pur nascendo da una rigorosa sequenza logica.</p>
</p>
<h3>L’Approccio delle Lezioni</h3>
<p>Johnson espone il proprio processo creativo in una serie di “video-lezioni”, con un pizzico di ironia e uno sguardo curioso, quasi da bambino.</p>
<p>Con il suo apprente paradosso, ci ricorda che anche quando pensiamo di essere vicini alle colonne d’ercole dell’arte, questa ci sorprende sempre con ulteriori infinite possibilità. Persino quella di capire un problema di matematica.</p>
<p>Per apprezzare al meglio il concetto di Musica illustrata, consigliamo la visione di un <a href="https://www.youtube.com/watch?v=VOS3piSMS9E" target="_blank" rel="noopener">video</a> dello stesso Johnson su youtube.</p>
<h6>di Alessia Carretti</h6>
<h2>Credits: <font color="#1e1e1e" face="Montserrat, sans-serif">&nbsp;Foto da angelsbarcelona.com, www.tabakalera.eus</font></h2>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">1511</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
