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	<title>Angelica Simoncini &#8211; Parmesse</title>
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	<title>Angelica Simoncini &#8211; Parmesse</title>
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		<title>Architettura ad alta quota: come vengono costruiti i bivacchi?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Angelica Simoncini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Apr 2024 14:24:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[architettura montana]]></category>
		<category><![CDATA[elisa cipriani]]></category>
		<category><![CDATA[studio demogo]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra le cime imponenti delle montagne e i sentieri selvaggi dei boschi, esiste un&#8217;esperienza che risveglia lo spirito dell&#8217;avventura più primitivo: il bivacco. Spesso misconosciuto e sottovalutato, il bivacco rappresenta un connubio di libertà, semplicità e contatto autentico con la natura. Nelle Alpi, con questo termine ci si riferisce anche a una struttura incustodita a uso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra le cime imponenti delle montagne e i sentieri selvaggi dei boschi, esiste un&#8217;esperienza che risveglia lo spirito dell&#8217;avventura più primitivo: il bivacco. Spesso misconosciuto e sottovalutato, il bivacco rappresenta un connubio di libertà, semplicità e contatto autentico con la natura. Nelle Alpi, con questo termine ci si riferisce anche a una struttura incustodita a uso degli alpinisti e degli escursionisti per rifugio e pernottamento.</p>
<p>												<img decoding="async" width="640" height="427" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/rifugio-skuta.jpeg" alt="Architettura ad alta quota: rifugio Skuta" loading="lazy" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/rifugio-skuta.jpeg 640w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/rifugio-skuta-300x200.jpeg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" />														</p>
<p>Sono ambienti minimi e spartani che concentrano&nbsp;<b style="color: var( --e-global-color-text ); font-family: var( --e-global-typography-text-font-family ), Sans-serif; font-size: 1rem;">in pochi metri quadrati</b> la principale funzione di pernottamento. Date le modeste dimensioni non è presente un vero e proprio locale cucina, data anche la lontananza dalla città non è presente alcun collegamento alla rete idrica o elettrica.</p>
<h3>Le caratteristiche dei bivacchi</h3>
<p>Non tutti sostengono l’architettura montana poiché c’è chi pensa che possa provocare danni suscitando da anni discussioni per determinare le scelte progettuali. È necessario quindi parlare di&nbsp;<b>reversibilità:</b> optare per strutture rimovibili in qualsiasi momento così da poter ridare purezza al paesaggio. </p>
<p>Ovviamente oltre a questo è anche importante concentrarsi su un’accurata scelta dei&nbsp;<b>materiali</b>, al fine di recare meno danni possibili al territorio. È consigliato usare materiali riciclabili o riutilizzabili per progetti successivi la cui produzione non incida sulle emissioni di CO2. A livello progettuale non ci sono precise norme da seguire, il tutto ruota intorno al contesto montano e il clima di questo. Il clima rigido predilige le costruzioni con materiali leggeri, prefabbricati ed assemblati a secco. Tenendo sempre conto che il bivacco è una struttura provvisoria, quindi devi essere facilmente rimovibile e che le condizioni del terreno non siano ottimali data la pendenza e la tipologia che può variare. Conviene utilizzare&nbsp;<b>fondazioni</b> puntuali regolabili e sollevare la struttura dal terreno per proteggere il solaio.</p>
<p>Per quanto riguarda l’<b>involucro</b> si necessita alta resistenza termica (ovvero la capacità del materiale di opporsi al flusso di calore) ma bassa capacità termica (quantità di calore che deve ricevere ciascun materiale&nbsp;). Per far aumentare la temperatura all’interno dei locali è fondamentale trovare sistemi che facciano entrare il sole: ad esempio optare per grandi finestre sulla facciata a sud, dove il sole è più presente durante l’anno.</p>
<p>Un ulteriore problematica nei bivacchi è l’ingresso di&nbsp;<b>aria pulita</b> e l’uscita di&nbsp;<b>aria viziata</b> senza generare sbalzi di temperatura o infiltrazioni esterne. A questo proposito è essenziale che durante la progettazione si introducano anche condotte d’aria che controllino i movimenti dell’aria.</p>
<p>A fini manutentivi, nei bivacchi è preferibile una composizione modulare, sistemi prefabbricati e assemblaggio a secco. I materiali dovrebbero essere durevoli ed è utile prevedere che abbiano la stessa durata nel tempo, così da facilitare la caduta a terra di accumuli o materiale organico. Inoltre conviene progettare una forma aereodinamica della copertura per fronteggiare il forte vento. Un fattore da non sottovalutare per la costruzione di un bivacco è il trasporto per costruirlo. Spesso le condizioni climatiche o la precarietà del sito generano alcuni ostacoli che non permettono la costruzione diretta sul sito, per questo vengono costruiti per la maggioranza in bassa quota per poi essere trasportati in cima alle vette. Ad oggi il mezzo prevalentemente utilizzato per il movimento in quota del bivacco è l’<b>elicottero</b>.</p>
<p>In conclusione, che si tratti di una notte sotto le stelle o di una tappa durante un lungo trekking, i bivacchi rappresentano non solo un&#8217;opportunità per gli amanti dell&#8217;avventura di immergersi nella natura e godere di momenti di tranquillità lontano dalla frenesia della vita quotidiana, ma anche un&#8217;espressione di rispetto e responsabilità verso l&#8217;ambiente circostante.</p>
<p>												<img decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/bivacco_immagine_full_width-1024x576.jpeg" alt="Architettura ad alta quota: bivacco Fratelli Fanton by studio Demogo" loading="lazy" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/bivacco_immagine_full_width-1024x576.jpeg 1024w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/bivacco_immagine_full_width-300x169.jpeg 300w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/bivacco_immagine_full_width-768x432.jpeg 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/bivacco_immagine_full_width-1536x864.jpeg 1536w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/bivacco_immagine_full_width.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" />														</p>
<h3>Esempi di buona architettura ad alta quota: i Fratelli Fanton</h3>
<p>Il rifugio dei Fratelli Fanton si trova situato presso la Forcella Marmarole, ad un&#8217;altitudine di 2600 metri. Questa struttura è stata ideata dallo <a href="http://www.demogo.it/" target="_blank" rel="noopener">Studio Demogo</a> di Treviso. La base del rifugio è sostenuta da tre plinti di cemento armato, che sono stati rinforzati con micropali per garantire la stabilità. La parte principale della costruzione è realizzata in fibra di carbonio ed è stata trasportata tramite elicottero. Questo modulo è stato quindi posizionato sulle basi preparate nell&#8217;anno precedente. Dopo aver fissato saldamente la struttura alle fondamenta, sono stati ultimati i lavori esterni utilizzando materiale isolante XPS. Il rifugio si estende su una superficie di 27 metri quadrati e può ospitare fino a 12 persone, offrendo anche un angolo cottura e vari spazi di stivaggio.</p>
<p>Il rifugio nasce in un laboratorio di architettura presso la Harvard Graduate School of Design: tredici studenti si sono sfidati in una gara di progettazione di un rifugio di montagna innovativo e pratico, hanno presentato dodici proposte che tenessero conto delle varie caratteristiche del sito e della varia disponibilità di materiali tecnologici. Il progetto è costituito da tre moduli: il primo comprende l’ingresso, un ripostiglio e una piccola cucina, il secondo offre una zona in cui socializzare e dormire, il terzo è adibito alla zona notte con cuccette di minime dimensioni per dormire. Il bivacco è stato pensato per facilitare il processo di installazione in loco e per il trasporto a pezzi. </p>
<p>Le pareti sono costruite da un pannello progettato per assicurare alti livelli di comfort, anche in strutture non riscaldate ed esposte a condizioni estreme esternamente. Viene utilizzato un materiale estremamente leggero, non assorbe umidità, e offre resistenza alla condensa e ai ponti termici, oltre ad essere facile da installare. La lana di roccia presente all’interno assicura comfort termico ottimale e funziona anche da barriera antincendio. Nelle due pareti trasversali il bivacco ha una vetrata che ricopre tutta la facciata e permette di godere di una vista strepitosa sulle Alpi. I vetri dei serramenti sono a tripla camera e progettati per resistere alle forti raffiche di vento e neve.</p>
<p>Se ti è piaciuto questo articolo e ti interesserebbe approfondire maggiormente il tema dell’architettura montana ti consigliamo un libro che, oltre ad aver ispirato la stesura di ciò che hai letto, ti aprirà maggiormente gli occhi su come vengono costruiti i bivacchi e le loro peculiarità: “Il bivacco di montagna come sistema aperto” di Elisa Cipriani.</p>
<h6><a href="https://www.parmesse.it/authors/angelica-simoncini">di Angelica Simoncini</a></h6>
<h2>Credits: <font color="#1e1e1e" face="Montserrat, sans-serif">&nbsp;Immagini di www.wikipedia.org, www.dolomwood.com, demengo.it</font></p>
<p>Bibliography: <font color="#1e1e1e" face="Montserrat, sans-serif">&nbsp;Il bivacco di montagna come sistema aperto, Elisa Cipriani</font></h2>
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		<title>Le metamorfosi del Museo del Louvre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Angelica Simoncini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Mar 2024 12:47:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Louvre]]></category>
		<category><![CDATA[Museo]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Louvre da centinaia di anni cattura l’attenzione di tutti i visitatori passanti per Parigi, la cui semplice presenza ha appassionato i più grandi storici e aiuta ad ampliare lo scenario parigino. Tuttavia, dietro le sue mura di pietra e sotto le sue iconiche piramidi di vetro, si cela una storia ricca e complessa che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Louvre da centinaia di anni cattura l’attenzione di tutti i visitatori passanti per Parigi, la cui semplice presenza ha appassionato i più grandi storici e aiuta ad ampliare lo scenario parigino. Tuttavia, dietro le sue mura di pietra e sotto le sue iconiche piramidi di vetro, si cela una storia ricca e complessa che abbraccia millenni di arte e cultura.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/image-from-rawpixel-id-7725977-jpeg-1024x440.jpg" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/image-from-rawpixel-id-7725977-jpeg-1024x440.jpg 1024w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/image-from-rawpixel-id-7725977-jpeg-300x129.jpg 300w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/image-from-rawpixel-id-7725977-jpeg-768x330.jpg 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/image-from-rawpixel-id-7725977-jpeg-1536x660.jpg 1536w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/image-from-rawpixel-id-7725977-jpeg-2048x881.jpg 2048w" alt="Le metamorfosi del Louvre: la storia del Louvre" width="800" height="344" /></p>
<h3>La storia del Louvre</h3>
<p>Il <a href="https://www.louvre.fr/en" target="_blank" rel="noopener">museo</a> ha vissuto diverse <strong>vite</strong>: nasce come una fortezza medievale utile a sorvegliare le minacce inglesi, ma quando la città di Parigi iniziò a crescere il Louvre venne inglobato dalle mura diventando una fortezza reale.</p>
<p>Per disgrazia francese la capitale viene assediata dai guerriglieri inglesi suscitando nei cittadini <strong>buio</strong> e<b> terrore</b>. Tanto è vero che il re decise di cambiare residenza deponendo le sue fortune nei castelli della Loira. Solo con Francesco I il Louvre tornerà ad essere a scopo abitativo.</p>
<p>Sarà proprio Francesco I ad attuare  un primo intervento di <strong>rottura</strong> culturale e simbolica: abbattere il maschio (grande torre solita dei castelli medievali con altezza superiore alle altre) per costruire una corte.</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/Nicolas_Jean-Baptiste_Raguenet_-_Le_Palais_des_Tuileries_vu_du_quai_dOrsay_-_P279_-_Musee_Carnavalet.jpeg" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/Nicolas_Jean-Baptiste_Raguenet_-_Le_Palais_des_Tuileries_vu_du_quai_dOrsay_-_P279_-_Musee_Carnavalet.jpeg 640w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/Nicolas_Jean-Baptiste_Raguenet_-_Le_Palais_des_Tuileries_vu_du_quai_dOrsay_-_P279_-_Musee_Carnavalet-300x163.jpeg 300w" alt="Le metamorfosi del Louvre, Palais des Tuileries" width="640" height="347" /></p>
<p>Sotto la volontà di Caterina de Medici verrà realizzato il <strong>Palazzo</strong> delle Tuileries, a poca distanza dal Louvre, a cura dell’architetto Philibert Delorme. Solo qualche anno dopo, nel 1572, inizierà il complicato processo di unificazione dei due edifici sotto richiesta di Enrico IV.</p>
<p>Quest’ultimo fece costruire sulla piccola galleria ad un piano preesistente quella che viene chiamata anche oggi la “galleria del re”, completò la parte medievale fino alle rive della Senna e fece erigere il padiglione di Flora al quale verrà aggiunta una lunga ala di quasi 500 m nota come “Grand Gallerie”.</p>
<p>Ogni suo successore poi sarà ossessionato dal completare il delicato disegno del museo.</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/image-from-rawpixel-id-6057282-jpeg-1024x768.jpg" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/image-from-rawpixel-id-6057282-jpeg-1024x768.jpg 1024w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/image-from-rawpixel-id-6057282-jpeg-300x225.jpg 300w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/image-from-rawpixel-id-6057282-jpeg-768x576.jpg 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/image-from-rawpixel-id-6057282-jpeg-1536x1152.jpg 1536w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/image-from-rawpixel-id-6057282-jpeg-2048x1536.jpg 2048w" alt="Le metamorfosi del museo del Louvre." width="800" height="600" /></p>
<p>In facciata rimase il problema di unire la parte antica a quella appena edificata, trovando comunque un senso di <strong>continuit</strong><b>à</b>: verrà risolta dall’architetto Jacques Lemercier con un grande padiglione sormontato da una cupola, modello che avrà un impatto fortissimo nell’architettura francese.</p>
<p>La zona residenziale verrà ampliata con la ristrutturazione al piano terreno, quello della piccola galleria, che permetterà la costruzione di appartamenti estivi. In seguito l’architetto Louis Le Vau eliminerà completamente tutti i ricordi che l’edificio aveva con il medioevo e allargò la corte rendendola quadrata “<b>cour carrée</b>”.</p>
<p>Con Luigi XIV Parigi migliorerà parecchio a livello architettonico, il Louvre raddoppierà l’ala sud e si scatenerà una <b>“guerra” tra architetti</b> per la ricostruzione dell’ala est, non che l’ingresso principale. Il progetto vincitore sarà proprio quello che vedrà partecipi grandi personalità, come a star significare che un unico artista non basterebbe a realizzare un’architettura degna.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/image-from-rawpixel-id-7665338-jpeg-1024x698.jpg" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/image-from-rawpixel-id-7665338-jpeg-1024x698.jpg 1024w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/image-from-rawpixel-id-7665338-jpeg-300x205.jpg 300w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/image-from-rawpixel-id-7665338-jpeg-768x524.jpg 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/image-from-rawpixel-id-7665338-jpeg-1536x1048.jpg 1536w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/image-from-rawpixel-id-7665338-jpeg-2048x1397.jpg 2048w" alt="Le metamorfosi del museo del Louvre" width="800" height="545" /></p>
<p>Ma a Luigi XIV il Louvre va <b>stretto</b>, come tutta Parigi in realtà, per questo sposterà la propria residenza a Versailles lasciando il museo incompleto. Gli appartamenti Imperiali vengono occupati dalle Accademie che ribattezzano il vecchio scopo residenziale inserendo laboratori, teatrini, botteghe ed altri locali…</p>
<p>Inizieranno ad essere esposti i dipinti dei pittori più <b>prestigiosi</b> così diventando il museo più importante di arte contemporanea d’Europa. Infatti inizialmente il Louvre era riservato ai soli nobili ma dopo la Rivoluzione francese, per decreto, viene concesso l’ingresso a qualsiasi cittadino volesse ammirare la collezione reale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/Napoleon_Ier_visitant_lescalier_du_musee_du_Louvre-781x1024.png" sizes="auto, (max-width: 781px) 100vw, 781px" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/Napoleon_Ier_visitant_lescalier_du_musee_du_Louvre-781x1024.png 781w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/Napoleon_Ier_visitant_lescalier_du_musee_du_Louvre-229x300.png 229w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/Napoleon_Ier_visitant_lescalier_du_musee_du_Louvre-768x1007.png 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/Napoleon_Ier_visitant_lescalier_du_musee_du_Louvre.png 1068w" alt="Le metamorfosi del museo del Louvre, Napoleone" width="781" height="1024" /></p>
<h3>Il Louvre con Napoleone</h3>
<p>Ma le metamorfosi del Louvre non si fermano qui: Napoleone Bonaparte voleva sposarsi per la seconda volta con Maria Luisa alla Cattedrale di Notre Dame, ma la chiesa cattolica non era d’accordo ad un secondo matrimonio, per questo l’imperatore trasformerà il Salon Carrè del Louvre in una cappella con la corte nuziale che attraversava la Grand Gallerie.</p>
<p>Con la caduta dell’Imperatore Napoleone il Louvre dovrà pagare caro: i vincitori di tutta Europa esigono la restituzione immediata delle opere depredate dalle armate francesi. Questo avvenimento porterà alla chiusura del museo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/After_photo_for_the_return_of_Gioconda_at_the_Louvre_Museum_1914-1024x730.jpg" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/After_photo_for_the_return_of_Gioconda_at_the_Louvre_Museum_1914-1024x730.jpg 1024w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/After_photo_for_the_return_of_Gioconda_at_the_Louvre_Museum_1914-300x214.jpg 300w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/After_photo_for_the_return_of_Gioconda_at_the_Louvre_Museum_1914-768x547.jpg 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/After_photo_for_the_return_of_Gioconda_at_the_Louvre_Museum_1914-1536x1094.jpg 1536w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/After_photo_for_the_return_of_Gioconda_at_the_Louvre_Museum_1914.jpg 2048w" alt="" width="800" height="570" /></p>
<p>Durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale il Louvre viene risparmiato dai bombardamenti ma non dalla desolazione e dalla malinconia. Per risolvere questa mestizia il ministro della cultura chiede a Ieoh Ming Pei di costruire qualcosa che potesse <strong>ridare</strong><b> vita</b> al museo, così nascono le famose piramidi di vetro all’ingresso.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/image-from-rawpixel-id-5905413-jpeg-1024x683.jpg" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/image-from-rawpixel-id-5905413-jpeg-1024x683.jpg 1024w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/image-from-rawpixel-id-5905413-jpeg-300x200.jpg 300w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/image-from-rawpixel-id-5905413-jpeg-768x512.jpg 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/image-from-rawpixel-id-5905413-jpeg-1536x1024.jpg 1536w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/03/image-from-rawpixel-id-5905413-jpeg-2048x1365.jpg 2048w" alt="Piramide del Museo del Louvre, metamorfosi del Louvre" width="800" height="534" /></p>
<p>Inizialmente questo progetto si opponeva alla mentalità tradizionalista dei difensori dei monumenti storici, pensavano fosse troppo contrastante con gli edifici circostanti. Per porre fine al dibattito si organizzò una simulazione con corde tese che riprendevano la forma piramidale convincendo così non solo la giuria ma anche il sindaco di Parigi.</p>
<p>Il Louvre si erge come un monumento vivente alla grandezza dell&#8217;arte e della cultura umana. Oltre alla straordinaria ricchezza delle sue collezioni, il museo incarna anche un&#8217;architettura che parla del passato e del presente di Parigi. La maestosa facciata del palazzo e le sue imponenti sale offrono un quadro impressionante della storia dell&#8217;arte, mentre gli interventi architettonici contemporanei, come la celebre piramide di vetro, rappresentano una fusione armoniosa tra tradizione e modernità.</p>
<h6>di Angelica Simoncini</h6>
<h2>Credits: <span style="color: #1e1e1e; font-family: Montserrat, sans-serif;"> Immagini da www.parismusees.paris.fr/en, www.wikipedia.com</span></h2>
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