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	<title>Elvira Costabile &#8211; Parmesse</title>
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		<title>Wabi-Sabi: il fascino dell’incompleto, il potere di rivoluzionare il mondo.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elvira Costabile]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Feb 2025 15:09:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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					<description><![CDATA[Viviamo in un ingranaggio mosso dalla ricerca della perfezione in cui regna sovrana un’illusione: la certezza che ciò che possediamo non sia mai abbastanza. Siamo incoraggiati a comprare l’ultimo modello di iPhone o la borsa di tendenza, senza soffermarci a pensare se sia veramente necessario.&#160; Ma a questo mondo frenetico, all’insegna del caotico consumismo, si [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Viviamo in un ingranaggio mosso dalla ricerca della perfezione in cui regna sovrana un’illusione: la certezza che ciò che possediamo non sia mai abbastanza. Siamo incoraggiati a comprare l’ultimo modello di iPhone o la borsa di tendenza, senza soffermarci a pensare se sia veramente necessario.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma a questo mondo frenetico, all’insegna del caotico consumismo, si contrappone una dimensione parallela. Un concetto estetico giapponese le cui parole chiave sono imperfezione e incompletezza e che ci ricorda la bellezza di ciò che è imperfetto. Questa filosofia estetica è il <em>wabi-sabi</em> e ci insegna a riscoprire il fascino delle cose autentiche e transitorie.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Le origini del Wabi-Sabi&nbsp;</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le radici di questa filosofia affondano nel buddismo zen e nelle arti tradizionali giapponesi, trovando la bellezza nell’imperfezione. Il termine, composto da due parole distinte, esplicita un potente dualismo: la bellezza della natura contrapposta al passare del tempo. Lo scopo ultimo però è il medesimo: celebrare l&#8217;irregolarità in un mondo in cui tutto è color tortora e dagli angoli appuntiti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella tradizione giapponese il concetto presentato è ampiamente diffuso. Come le  venature delle foglie, il wabi-sabi si intreccia ad ogni aspetto della vita giapponese. La ceramica <em>raku</em> realizzata a mano rende le proprie imperfezioni un punto di forza, indice di unicità. I giardini zen accolgono l’asimmetria e l’irregolarità della natura. Il <em>kintsugi</em>, l’arte di riparare oggetti in ceramica con oro o argento, esalta le crepe, trasformando la fragilità in bellezza.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il <strong>Wabi-Sabi</strong> nell’arte e nella moda&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Questa filosofia ha influenzato anche il mondo dell’arte moderna e contemporanea. Artisti come Alberto Burri hanno lavorato sulla bellezza della materia grezza, delle superfici lacerate, adottando una narrazione visiva dell’usura e del tempo. Il kintsugi, con il suo concetto di bellezza nella riparazione, reinterpretato in chiave contemporanea è diventato una metafora artistica per la resilienza e la trasformazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel mondo della moda, il wabi-sabi ha ispirato alcuni stilisti a cercare un’alternativa alla produzione di massa. Yohji Yamamoto e Martin Margiela hanno fatto proprio il concetto di wabi-sabi e ne hanno tratto capi che sono ad oggi pilastri della moda: nelle loro creazioni vengono utilizzati capi destrutturati, tessuti grezzi e forme irregolari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La semplicità tratta dal termine wabi costituisce uno dei principi cardine dello stilista giapponese Yamamoto tanto da ispirare una collezione nel 2023 interamente ed esclusivamente composta da camicie bianche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’upcycling, il riutilizzo creativo di materiali e capi preesistenti, è un altro esempio di come il wabi-sabi stia trovando spazio nella moda contemporanea. Creare abiti a partire da scarti tessili o capi usurati non è solo una scelta sostenibile, ma anche un modo per valorizzare l’imperfezione e l’unicità di ogni pezzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie al wabi-sabi la moda ha conosciuto una nuova dimensione, quella dello slow fashion, la realizzazione di capi d’abbigliamento che durino nel tempo e che promuovano acquisti più consapevoli e sostenibili.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il <strong>Wabi-Sabi</strong> come filosofia di vita&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Questa filosofia esalta l’umanità, l&#8217;irregolarità, la consapevolezza che la bellezza si trova in ciò che è unico. Il wabi-sabi è un’esortazione a rallentare, a ritrovare la bellezza delle cose semplici, ad interrompere l’estenuante ed impossibile ricerca della perfezione. È un invito a riconnettersi con la realtà ed apprezzare le sue imprescindibili imperfezioni, un invito che tutti dovremmo accogliere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E se la vera bellezza risiedesse proprio nelle crepe che ci ostiniamo a nascondere? In un mondo in cui la perfezione è ormai ossessione, questa filosofia di vita è una vera e propria rivoluzione.</p>
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		<title>NFT: l’arte del futuro o una nuova bolla? Intervista a Damiano Fasso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elvira Costabile]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jan 2025 16:15:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Damiano Fasso]]></category>
		<category><![CDATA[NFT]]></category>
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					<description><![CDATA[In un mondo in cui il digitale funge sempre di più da canale di definizione, l’arte cerca forme di espressione che si adeguino ai nuovi standard. Gli NFT, ovvero token non fungibili, sono il portale per una dimensione altra, in continua evoluzione. Abbiamo chiesto ad un talentuoso artista di farci toccare con mano questa arte [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">In un mondo in cui il digitale funge sempre di più da canale di definizione, l’arte cerca forme di espressione che si adeguino ai nuovi standard. Gli NFT, ovvero token non fungibili, sono il portale per una dimensione altra, in continua evoluzione. Abbiamo chiesto ad un talentuoso artista di farci toccare con mano questa arte intangibile.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Damiano Fasso e gli NFT, l&#8217;Arte che sfida il futuro</h3>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.damianofasso.org/" data-type="link" data-id="https://www.damianofasso.org/" target="_blank" rel="noopener">Damiano Fasso</a> è un artista che ha sempre cercato di rompere le convenzioni. La sua carriera è iniziata tra le mura delle università, ma è stato solo con l’arte digitale e gli NFT che ha trovato la vera libertà di espressione. “<em>Quando gli NFT sono arrivati, per me sono stati una naturale evoluzione</em>”, racconta Fasso. La possibilità di mescolare pittura, videoarte, e persino intelligenza artificiale, ha permesso all’artista di ampliare il proprio linguaggio espressivo, dando vita a opere che sfidano la percezione del pubblico e la propria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una forma d’arte che ha scaturito una curiosità senza precedenti quella degli NFT, ma cosa li rende così speciali? “<em>La libertà&#8217;</em>”, dice Fasso. Senza bisogno di gallerie o intermediari, gli artisti possono essere unici padroni del proprio lavoro, ma soprattutto unici intermediari tra la propria arte ed il pubblico globale. Ma non solo. “<em>Gli NFT permettono di combinare pittura, musica, e programmazione generativa. È un linguaggio ancora in fase di definizione, ma con infinite possibilità”</em>, aggiunge. Una fusione di atti comunicativi e media differenti che rendono l’arte digitale uno strumento di indicibile potenza e che allargano i confini del linguaggio artistico ad ogni click.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/01/damiano-fasso-1-1024x682.png" alt="" class="wp-image-3495" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/01/damiano-fasso-1-1024x682.png 1024w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/01/damiano-fasso-1-300x200.png 300w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/01/damiano-fasso-1-768x512.png 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/01/damiano-fasso-1.png 1100w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">“Love Life &#8211; Fuck the Bombs” (2024), pittura digitale, IA, animazione,<br>sonoro.</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Sebbene molti vedano gli NFT come una semplice bolla speculativa, Damiano Fasso ha una visione più sfumata: “<em>All’inizio è stato un po’ un caos, tutti cercavano di monetizzare su qualsiasi cosa. Ma ora, il mercato si è assestato, e si sta selezionando ciò che ha davvero valore</em>”. Un processo naturale, che sta permettendo agli artisti di emergere con opere significative, non più solo pezzi da investimento. La selezione naturale dell’arte in un nuovo ecosistema in cui solo ciò che è davvero Arte sopravvive. Come tutto, anche gli NFT portano con sé una grande sfida. Abbiamo chiesto a chi li vive quotidianamente di spiegare quale sia il più grande limite di questa nuova forma d’arte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La risposta non ha tardato ad arrivare, una parola semplice ma che racconta una storia inconfondibile: sostenibilità. La creazione di NFT, come ogni transazione digitale, consuma energia, ma Fasso è ottimista: “<em>Ci sono già soluzioni che riducono l’impatto ambientale. Ad esempio, piattaforme che usano sistemi meno energivori, come Proof of Stake (PoS), stanno emergendo e permettono una produzione più ‘pulita’</em>”. Il futuro dell’arte digitale, quindi, potrebbe essere non solo più accessibile, ma anche più responsabile. Per Fasso, gli NFT sono una porta aperta su un futuro che mescola arte, tecnologia e riflessione critica. <em>“Gli NFT potrebbero stimolare il pensiero critico, sfidando le convenzioni e offrendo una nuova lettura della realtà&#8221;</em>, afferma. Un’occasione unica, che potrebbe cambiare per sempre il modo in cui pensiamo all’arte e al suo valore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Damiano Fasso continua a essere protagonista del mondo dell’arte digitale, con opere esposte in tutto il mondo, dalle luci di Times Square agli spazi dei musei di arte contemporanea. Una carriera in ascesa, che ci ricorda quanto il futuro sia nelle mani di chi osa pensare oltre.</p>



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