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	<title>Lucia Isa Castiglioni &#8211; Parmesse</title>
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	<title>Lucia Isa Castiglioni &#8211; Parmesse</title>
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		<title>Collezione Scarzella: Acquisition Prize per MEGA Art Fair</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lucia Isa Castiglioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 May 2024 16:44:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[mostre e musei]]></category>
		<category><![CDATA[Collezione Scarzella]]></category>
		<category><![CDATA[MEGA Art Fair]]></category>
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					<description><![CDATA[Collezione Scarzella&#160;ha inaugurato un nuovo capitolo del suo percorso con l’Acquisition Prize per&#160;MEGA Art Fair. Un percorso costellato da cambiamenti e dal continuo supporto per artisti e realtà emergenti, che si evolve nel tempo e attraversa la storia di Giovanni Scarzella e Camilla Previ. La collezione, iniziata nel 2011 con uno scopo prevalentemente estetico è [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.collezionescarzella.com/" target="_blank" rel="noopener">Collezione Scarzella</a>&nbsp;ha inaugurato un nuovo capitolo del suo percorso con l’<b>Acquisition Prize</b> per&nbsp;<a href="https://www.parmesse.it/2024/04/16/mega-art-fair-milano/" target="_blank" rel="noopener">MEGA Art Fair</a>. Un percorso costellato da cambiamenti e dal continuo supporto per artisti e realtà emergenti, che si evolve nel tempo e attraversa la storia di <b>Giovanni Scarzella</b> e <b>Camilla Previ</b>. La collezione, iniziata nel 2011 con uno scopo prevalentemente estetico è ora composta da 150 opere e, grazie all’ultimo pezzo parte del premio di acquisizione, inaugura adesso un nuovo capitolo, caratterizzato da riscoperta e spiritualità.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/05/435043426_960223915250680_8661874582154897683_n-1024x1024.jpg" alt="Collezione Scarzella, il Collector Prize al MEGA Art Fair"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h3 class="wp-block-heading">Collezione Scarzella e l&#8217;Acquisition Prize</h3>



<p class="wp-block-paragraph">“<i>Era da un po’ che pensavo di fare un premio per la collezione, che desse visibilità sia a noi sia ad artisti emergenti e a progetti coraggiosi come quello di MEGA. Con <strong>Mattia Pozzoni</strong> è nata l’opportunità di partecipare a MEGA, a un progetto in cui credo e che voglio supportare</i>”, così Giovanni Scarzella racconta la nascita dell’Acquisition che Collezione Scarzella ha creato per e con MEGA Art Fair. Un progetto che vuole dialogare con la fiera, andando a supportare artisti emergenti e a innovare il mondo dell’arte milanese, con un obiettivo di incontro e scambio. Il premio quindi si declina in un progetto di ricerca che coinvolge una giuria composta da Giovanni Scarzella e Camilla Previ (Collezione Scarzella), <strong>Giovanna Manzotti</strong> (Curatrice) e <strong>Vincenzo di Rosa</strong> (Editor-at-large di Flash Art Italia) che si è riunita al fine di avere dei criteri oggettivi per premiare un artista e una galleria in particolare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo la selezione preliminare di tre proposte, la giuria ha scelto all’unanimità l’opera “<strong>Distant lights</strong>”, acrilico su tela, 2024 dell’artista taiwanese <a href="https://changkaichun.com/" target="_blank" rel="noopener">Kaï &#8211; Chun Chang</a> (1989) rappresentato dalla galleria <strong>Romero Paprocki</strong> di Parigi. La ricerca dell’artista si concentra sulla tradizione pittorica cinese che viene affrontata su un piano astratto, emozionale e molto intimo con un richiamo alle esperienze personali. La tela scelta da Collezione Scarzella è caratterizzata da una coniugazione della realtà con la spiritualità resa possibile dalle vibrazioni ottiche del colore, in grado così di legare le due dimensioni umane e aprire alla contemplazione.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/05/438128039_17992660901625185_8043706871711198516_n-846x1024.jpg" alt="Collezione Scarzella, il Collector Prize al MEGA Art Fair"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<i>Un’ opera bianca, molto luminosa, fatta di luce e colpi di luce, piccole intuizioni di colore all’interno della tela bianco-grigia. Per noi rappresenta un punto di svolta, un momento in cui al nostra collezione torna a guardare al minimalismo, al concettuale, un momento di respiro quasi spirituale e che corrisponde anche a un momento spirituale della nostra vita</i>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><i>Distant lights&nbsp;</i>avrà il compito di riportare Collezione Scarzella a nuovo inizio fatto di contemplazione, spiritualità ed essenzialità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La collezione ha vari momenti di vita, dopo essere iniziata tredici anni fa senza un andamento preciso ha poi cambiato aspetto quando il suo proposito estetico ha lasciato spazio al collezionismo attivo, vedendo Giovanni e Camilla impegnati nel dialogo dell’arte emergente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di&nbsp;<i>Distant lights</i>&nbsp;la collezione aveva già sperimentato una grande svolta con la scoperta del collezionismo come atto a se stante e la volontà di apertura internazionale. “<i>Dopo una decina di pezzi in casa è cambiato totalmente lo scopo, da arredare casa e dal gusto estetico, abbiamo iniziato a cambiare e a costruire una collezione che avesse un punto fermo: l’arte emergente, cioè artisti di circa trentacinque anni. Questo ha portato a cambiare le gallerie di riferimento e il medium dal disegno alla pittura. Infine, siamo andati molto sul colore, cosa a cui prima non guardavamo, abbiamo cominciato a lasciarci andare e a non pensare più al mero giudizio estetico, ma pensando al valore che potesse avere l’artista e il suo pensiero all’interno della nostra collezione</i>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad oggi la collezione si distribuisce tra Milano, le Langhe e un magazzino poiché “<i>Non si è un vero collezionista fino a quando non si ha un magazzino</i>” e si impegna nella promozione di artisti e gallerie emergenti così come in progetti istituzionali che vedono al collezione in movimento. Con l’ Acquisition Prize per MEGA Art Fair e l’ingresso di Distant Light, Collezione Scarzella inaugura un nuovo capitolo di vita dove l’impegno nei confronti degli artisti e del territorio continua, ma si apre una stagione di collezionismo più spirituale e lenta.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Saloua Raouda Choucair e l&#8217;essenza della realta&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lucia Isa Castiglioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Apr 2024 14:06:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[beirut]]></category>
		<category><![CDATA[Saloua Raouda Choucair]]></category>
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					<description><![CDATA[Saloua Raouda Choucair conquista lo spettatore con la sua incredibile forza, un linguaggio sinuoso che si declina nell’uso di vari medium e in un’arte astratta e altamente filosofica. “L’immaginazione, spogliata dai difetti della realtà, rivela la sua forma astratta, una forma che va oltre il tempo e lo spazio e supera le barriere artificiali del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Saloua Raouda Choucair conquista lo spettatore con la sua incredibile forza, un linguaggio sinuoso che si declina nell’uso di vari medium e in un’arte astratta e altamente filosofica.</p><p></p>
<p class="wp-block-paragraph">“<i>L’immaginazione, spogliata dai difetti della realtà, rivela la sua forma astratta, una forma che va oltre il tempo e lo spazio e supera le barriere artificiali del pensiero sequenziale per arrivare all’eternità. Per catturare questa essenza, gli arabi cercarono immagini più realistiche della realtà conosciuta</i>”, questa frase, presa da un articolo che Choucair ha scritto nel giugno 1951, racchiude l’essenza più intima del suo lavoro. Una produzione vastissima che racchiude l’essenza della realtà, incanalando la vastità del cosmo in un unico filo conduttore che, attraverso forma, geometria, colore e rigore matematico crea un nuovo e universale linguaggio espressivo. </p>
<p></p>
<p></p>
<figure><img decoding="async" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/06/1958-87-rapture-of-Revelation-wood-68-x-33-x-15-735x1024.jpg" alt="" />
<p> </p>
<figcaption>Saloua Raouda Choucair, Rapture of Revelation, wood, 1958.</figcaption>
</figure>
<p></p>
<p></p>
<h2 class="wp-block-heading">La storia di Saloua Raouda Choucair</h2>
<p></p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph">Saloua Raouda Choucair nacque nel 1916 a Beirut, in Libano, sotto l’Impero Ottomano e inizia a coltivare la sua pratica artistica negli anni ’40, quando durante l’università si appassiona all’arte e alla filosofia islamica. Infatti, al tempo, le espressioni artistiche del mondo arabo venivano considerate come decorative e non degne di essere sullo stesso livello dell’arte greca. Per Saloua, invece, non era così e dedicò tutta la sua vita allo studio delle due civiltà, cogliendone le differenze, apprezzandole entrambe, ma sposando l’astrattismo islamico, con i suoi modi dolci e i suoi sussurri potenti.</p>
<p></p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph">Inizia a prendere lezioni da Omar Onsi, uno dei maggiori artisti libanesi del tempo e, allo stesso tempo, eccelle in matematica, maturando la convinzione che arte e numeri siano alla base della rappresentazione della realtà. Nel 1948, dopo aver visitato la collezione privata di Henri Serigh decise di trasferirsi a Parigi, dove rimase per tre anni e mezzo, durante questo periodo fu parte dell’Atelier de l’Art Abstrait e sviluppò il primo ciclo della sua produzione, quello maggiormente pittorico e figurativo.</p>
<p></p>
<p></p>
<figure><img decoding="async" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/06/1951-Composizione-ritmica-con-sfinge-bianca-olio-su-tela-1024x795.jpg" alt="" />
<p> </p>
<figcaption>Saloua Raouda Choucair, Composizione ritmica con sfinge bianca, olio su tela, 1951.</figcaption>
</figure>
<p></p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph">Al suo ritorno in Libano, negli anni ’50, inizia ad applicare il suo linguaggio universale a una più grande varietà di materiali: smalto, argento, oro e argilla. Nella diversità dei materiali si trova la continuità del suo astrattismo, le forme leggere ma precise, i colori forti e accattivanti, i movimenti dolci ma infiniti. L’intima essenza della realtà, racchiusa in tutta la sua produzione, è prepotentemente visibile nelle sue sculture: Traiettoria di una linea, Interforme, Poemi e Duali. La sua produzione artistica si completa poi con le sculture d’acqua, i gioielli e i tappeti. </p>
<p></p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph">Tutte queste opere, pur differenti le une dalle altri, interpretano le varie sfaccettature della realtà, mostrando il mondo attraverso gli occhi di Saloua Raouda Choucair, occhi che erano in grado di cogliere i dettagli che formano l’immensità della realtà, capaci di tradurre l’essenza del mondo in numeri, forme e arte. Non si può che rimanere incantati davanti a questa rappresentazione cullante e dritta al punto del mondo fisico e spirituale. </p>
<p></p>
<p></p>
<figure><img decoding="async" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/06/1978-80-Moving-Dual-wood-20-x-12-x-7-717x1024.jpg" alt="" />
<p> </p>
<figcaption>Saloua Raouda Choucair, Moving Dual, wood , 1978-80.</figcaption>
</figure>
<p></p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph">L’arte di Saloua Raouda Choucair tarda ad essere scoperta e, come spesso accade, cresce esponenzialmente dopo la morte dell’artista avvenuta nel 2017. Oggi le sue opere possono essere ammirate in vari musei tra cui il Centre Pompidou a Parigi e, per tutta la sua durata, alla Biennale di Venezia 2024. </p>
<p></p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph">Adriano Pedrosa ha intitolato la sua Biennale “Stranieri Ovunque” e la considera un debito da pagare nei confronti di tutti gli artisti lasciati ai margini della storia dell’arte perchè non erano parte della narrativa occidentale. Tra questi ha scelto per il suo nucleo storico anche due opere di Saloua Raouda Choucair: “Composizione ritmica con Sfinge bianca” (1951) e “Autoritratto” (1943). Queste opere si trovano nei Giardini, la prima nella sala dell’astrattismo e la seconda in quella dei ritratti. Con la sua presenza dolce e intensa alla Biennale di Pedrosa, Saloua prende parte alla riscrittura della narrativa artistica, quella stessa narrativa che vede ancora l’arte greca come superiore a quella islamica e che l’aveva motivata a iniziare la sua pratica artistica. Con la sua presenza Saloua ridà vitalità all’arte astratta araba del secolo scorso, regalando un primo sguardo nel suo mondo e nel suo linguaggio universale e contribuendo a rimettere in discussione la visione occidentale della storia dell’arte.</p>
<p></p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph">Il 24 giugno 2024 apre nelle montagne del Libano la <a href="https://salouaraoudachoucair.com/" target="_blank" rel="noopener">Saloua Raouda Choucair Foundation</a>.</p>
<p></p>		
			<h6><a href="https://www.parmesse.it/authors/lucia-isa-castiglioni">di Lucia Isa Castiglioni</a></h6>		
			<h2>Credits: <font color="#1e1e1e" face="Montserrat, sans-serif">&nbsp;Courtesy of the Saloua Raouda Choucair Foundation.</font></h2>]]></content:encoded>
					
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		<title>MEGA Art Fair:  la fiera d’arte che non vuole essere una fiera d’arte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lucia Isa Castiglioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Apr 2024 09:06:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[mostre e musei]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Eva Adduci]]></category>
		<category><![CDATA[MEGA Art Fair]]></category>
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					<description><![CDATA[MEGA Art Fair, cattura subito l’attenzione. Sarà il fatto di essere la prima proposta di una fiera in concomitanza con Miart, sarà l’idea ambiziosa e innovativa di abbattere i canoni e creare uno spazio che coniughi l’esposizione con la vendita, sarà per la ricerca di una narrativa alternativa. Sicuramente quello che traspare da subito è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>MEGA Art Fair, cattura subito l’attenzione. Sarà il fatto di essere la prima proposta di una fiera in concomitanza con Miart, sarà l’idea ambiziosa e innovativa di abbattere i canoni e creare uno spazio che coniughi l’esposizione con la vendita, sarà per la ricerca di una narrativa alternativa. Sicuramente quello che traspare da subito è la volontà di rimescolare le carte in tavola della scena artistica milanese.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/BS-Mega-Essenziale-banner.png" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/BS-Mega-Essenziale-banner.png 900w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/BS-Mega-Essenziale-banner-300x200.png 300w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/BS-Mega-Essenziale-banner-768x512.png 768w" alt="MEGA Art Fair, fiera d'arte a Milano" width="800" height="533" /></p>
<h3>MEGA: la nuova &#8220;non-fiera&#8221; a Scalo Porta Genova</h3>
<p><i>&#8220;Una necessità che noi del mondo dell’arte abbiamo percepito esserci rispetto alla Milano Art Week, ci siamo accorti che su Milano mancava un momento di aggregazione che non fosse necessariamente legato alla fiera, ma che fosse legato al mondo dell’arte e che catalizzasse l’attenzione del pubblico interessato&#8221;</i>. Così <b>Eva Adduci</b>, parte di BeAdvisor Art Department, una delle realtà che hanno creato e organizzato <a href="https://megaartfair.com" target="_blank" rel="noopener">MEGA</a> presenta il processo dietro l’idea di questo nuovo progetto. <b>MEGA Art Fair</b> nasce, infatti, dall’incontro di BeAdvisor Art Department, Mattia Pozzoni Art Advisory, Burro Studio e Fabio Lucarelli che richiamandosi a questa necessità comune hanno scelto di creare una fiera-non-fiera, un contenitore di eventi, opere e persone.</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/DSC0013-1024x682.jpg" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/DSC0013-1024x682.jpg 1024w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/DSC0013-300x200.jpg 300w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/DSC0013-768x512.jpg 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/DSC0013-1536x1023.jpg 1536w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/DSC0013-2048x1364.jpg 2048w" alt="MEGA Art Fair, fiera d'arte a Milano" width="800" height="533" /></p>
<p>Il progetto si concretizza nello spazio di <strong>Scalo Porta Genova</strong>, un’unica grande sala dove è possibile cambiare il senso della narrativa della fiera d’arte. &#8220;<i style="color: var( --e-global-color-text ); font-family: var( --e-global-typography-text-font-family ), Sans-serif; font-weight: var( --e-global-typography-text-font-weight ); font-size: 1rem;">Uno spazio di ibridazione, dove tutte le differenti anime del progetto si possano incontrare in maniera orizzontale, e che aiuta molto questa idea di orizzontalità con un’unica grande navata, che agevola molto l’ idea di rapporto fluido tra le parti, essendo un open space si riesce a coniugare il tutto grazie alla contaminazione&#8221;.</i></p>
<p>L’idea è, infatti, quella di creare un luogo che sia uno spazio di acquisto ma anche uno spazio di contemplazione. Il prodotto finale è senza dubbio accogliente e arioso, dove il visitatore non si sente intimidito e dove si ha la possibilità di apprezzare l’arte anche senza l’intenzione di comprare. Infatti, quello che MEGA si è proposta di fare ed è riuscita ad eseguire è il connubio tra semplice evento rivolto ai collezionisti e mostra rivolta a tutti gli appassionati. Lo spazio di Scalo Porta Genova si addice alla perfezione, l’identità del recupero industriale insieme all’ariosità degli interni accompagna con dolcezza il visitatore nella sua esplorazione e, allo stesso tempo, ospita i numerosi eventi in programma che hanno lo scopo di avvicinare le persone, creando un momento di casual networking e di approfondimento di varie tematiche legate al mondo dell’arte.</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/Dumet-Messina-Nova-819x1024.jpg" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/Dumet-Messina-Nova-819x1024.jpg 819w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/Dumet-Messina-Nova-240x300.jpg 240w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/Dumet-Messina-Nova-768x960.jpg 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/Dumet-Messina-Nova-1229x1536.jpg 1229w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/Dumet-Messina-Nova-1638x2048.jpg 1638w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/Dumet-Messina-Nova-scaled.jpg 2048w" alt="Dumet Messina, MEGA Art Fair, fiera d'arte a Milano" width="800" height="1000" /><br />
<img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/Yoong-Kintera-Okumura-819x1024.jpg" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/Yoong-Kintera-Okumura-819x1024.jpg 819w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/Yoong-Kintera-Okumura-240x300.jpg 240w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/Yoong-Kintera-Okumura-768x960.jpg 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/Yoong-Kintera-Okumura-1229x1536.jpg 1229w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/Yoong-Kintera-Okumura-1639x2048.jpg 1639w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/Yoong-Kintera-Okumura-scaled.jpg 2048w" alt="Yoong-Kitera Okumura MEGA Art Fair, fiera d'arte a Milano" width="800" height="1000" /></p>
<p>E così, mentre si attraversa l’unica grande navata dello spazio non si può fare a meno di notare la mancanza di stand e la presenza di una riga in più nella descrizione delle opere: il nome delle gallerie. La scelta di queste ultime si è basata sempre sulla necessità di internazionalizzazione e di connubio tra varie realtà esistenti<i style="color: var( --e-global-color-text ); font-family: var( --e-global-typography-text-font-family ), Sans-serif; font-weight: var( --e-global-typography-text-font-weight ); font-size: 1rem;">, &#8220;per cui le gallerie presenti in fiera sono venute attraverso invito e in parte tramite application, le gallerie, infatti provengono da tutto il mondo e anche in questo caso si è voluto creare un ambiente ibrido sia con realtà affermate come König Galerie sia realtà più giovani e sperimentali. In modo che questa congiunzione venga richiamata attraverso la qualità delle opere e che potesse essere far conoscere alla realtà milanese non solo dal punto di vista istituzionale ma anche del visitatore&#8221;.</i></p>
<p>Con ancora più attenzione non si può fare a meno di notare come le produzioni siano tutte recenti, questo è dato sia dalla volontà di MEGA di dare spazio alle novità del mondo dell’arte sia alla presenza di numerose produzioni create per l’evento. Le opere dialogano tra loro e, come spiegato da <b>Marta Sironi</b>, curatrice di MEGA, è una questione di <i>simpatia delle opere nello spazio</i> e, infatti, catturano lo sguardo i piccoli gruppetti di quadri e di sculture che sembrano proprio conversare come le persone all’interno di MEGA. Allo stesso tempo è chiaro il richiamo allo spazio e alla convivialità, ben visibile nell’accostamento dell’opera di <b>Charlie Warde,</b> Memories From the Future (housing for Olivetti Employees), rappresentato da <b>Cable Depot</b> e le sculture di <b>Francesco Paccelli</b> della serie Lava Salva della <b>galleria Des Bains</b>, dove si discutono la realtà dell’housing sociale e aziendale con l’organicità della società e la ricerca di un’utopia sociale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/DSC5455-Migliorato-NR-1024x683.jpg" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/DSC5455-Migliorato-NR-1024x683.jpg 1024w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/DSC5455-Migliorato-NR-300x200.jpg 300w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/DSC5455-Migliorato-NR-768x512.jpg 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/DSC5455-Migliorato-NR-1536x1024.jpg 1536w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/04/DSC5455-Migliorato-NR-2048x1365.jpg 2048w" alt="MEGA Art Fair, fiera d'arte a Milano" width="800" height="534" /></p>
<p>Infine, come in ogni fiera è presente un Collector Prize, a MEGA si trova quello della <b>Collezione Scarzella</b>, fondata nel 2011, si propone di supportare artisti emergenti in connessione con la città di Milano, quindi rispecchiando perfettamente la visione di MEGA. Il premio è stato vinto dall’opera di <b>Kaï-Chun Chang</b> “Wes lumières lointaines se rèpétent n24” rappresentato dalla galleria parigina di Romero Paprocki.</p>
<h6><a href="https://www.parmesse.it/authors/lucia-isa-castiglioni/">di Lucia Isa Castiglioni</a></h6>
<h2>Credits: <span style="color: #1e1e1e; font-family: Montserrat, sans-serif;"> Immagini di megaartfair.com</span></h2>
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