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	<title>Lifestyle &#8211; Parmesse</title>
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		<title>I libri si giudicano (anche) dalla copertina: Assouline e i suoi coffee table books</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 21:06:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non sono semplici libri: sono dichiarazioni di stile. Per chi ama arte, moda e design, i coffee table books sono un must-have, oggetti da collezione che abitano i nostri salotti non solo per essere sfogliati, ma per diventare parte integrante dell’arredo, un segno distintivo di gusto e personalità. Grandi, rigidi, scenografici, questi volumi invitano a [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Non sono semplici libri: sono dichiarazioni di stile. Per chi ama arte, moda e design, i <strong>coffee table books</strong> sono un must-have, oggetti da collezione che abitano i nostri salotti non solo per essere sfogliati, ma per diventare parte integrante dell’arredo, un segno distintivo di gusto e personalità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grandi, rigidi, scenografici, questi volumi invitano a un’esperienza che va oltre la lettura. Raccontano passioni, dagli orologi alle auto d’epoca, dalle barche a vela alle mete da sogno, e offrono immagini capaci di evocare mondi interi in un solo colpo d’occhio. Posati su un tavolino, accanto a un vaso di fiori o a una candela profumata, sono molto più di un libro: sono un manifesto estetico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E quando si parla di coffee table books, un nome emerge su tutti: <strong>Assouline</strong>. La casa editrice francese, fondata all’inizio degli anni ’90 da Prosper e Martine Assouline, ha trasformato la pubblicazione di libri illustrati in un vero e proprio linguaggio del lusso. Ogni titolo è concepito come un oggetto del desiderio: rilegature eleganti, copertine iconiche, stampe di altissima qualità e contenuti che spaziano dalla moda al design, dai viaggi alla cultura pop.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="800" height="1000" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/08/image-3.png" alt="" class="wp-image-3750" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/08/image-3.png 800w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/08/image-3-240x300.png 240w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/08/image-3-768x960.png 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>The Swan Bar,</em> London. www.assouline.com</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Assouline e le Collezioni da sogno</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le serie più amate spicca la <strong>“<a href="https://www.assouline.com" target="_blank" rel="noopener">Ultimate Collection</a>”</strong>, con volumi monumentali come <em>The Impossible Collection of Wine</em> o <em>The Impossible Collection of Cars</em>, autentici gioielli editoriali dedicati ai cultori del bello e del raro. La <strong>“Travel Series”</strong>, invece, invita a partire con lo sguardo: dalle atmosfere colorate di <em>Ibiza Bohemia</em> alle architetture iconiche di <em>Mykonos Muse</em>, fino all’eleganza senza tempo di <em>Capri Dolce Vita</em>. Non mancano le celebrazioni del glamour della moda: <em>Chanel</em>, <em>Louis Vuitton</em>, <em>Dior</em>, veri e propri must per gli amanti dell’haute couture.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni volume è un invito a viaggiare con la mente, a lasciarsi sedurre da immagini e storie che parlano di sogni, passioni e lifestyle. Non stupisce che i libri Assouline siano esposti nei concept store più esclusivi, negli hotel di lusso e nelle case di chi ama circondarsi di oggetti che raccontano chi è.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo tutto, i libri si giudicano anche dalla copertina. E con Assouline, quella copertina è già un mondo da esplorare.</p>
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		<title>Ferrari Luce: la fine del design con carattere?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 10:49:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 25 maggio 2026, settantanovesimo anniversario del primo successo in gara della Ferrari 125 S sul circuito delle Terme di Caracalla, Maranello ha presentato a Roma la sua creatura più controversa di sempre: la Ferrari Luce, prima automobile completamente elettrica nella storia del marchio. La vettura monta una piattaforma inedita, un abitacolo a cinque posti [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Il 25 maggio 2026, settantanovesimo anniversario del primo successo in gara della Ferrari 125 S sul circuito delle Terme di Caracalla, Maranello ha presentato a Roma la sua creatura più controversa di sempre: la <a href="https://www.ferrari.com/it-IT/auto/ferrari-luce" target="_blank" rel="noopener">Ferrari Luce</a>, prima automobile completamente elettrica nella storia del marchio. La vettura monta una piattaforma inedita, un abitacolo a cinque posti e quattro motori elettrici, con una potenza complessiva dichiarata fino a 1.050 CV. La Luce è un modello di gamma, con ordini già aperti al momento della presentazione ufficiale e un prezzo di listino che parte da 550.000 euro.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2026/05/image-4-1024x576.png" alt="" class="wp-image-4095" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2026/05/image-4-1024x576.png 1024w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2026/05/image-4-300x169.png 300w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2026/05/image-4-768x432.png 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2026/05/image-4-600x338.png 600w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2026/05/image-4.png 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La nuova Ferrari Luce</em>.</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Ferrari Luce e la collaborazione con LoveForm</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I numeri tecnici sono di tutto rispetto. La batteria da 122 kWh garantisce 530 km di autonomia dichiarata, lo 0-100 km/h viene coperto in 2,5 secondi e la velocità massima supera i 310 km/h. Il design nasce dalla collaborazione tra il Centro Stile Ferrari e LoveFrom, la società fondata da Jony Ive: linee essenziali, superfici pulite, un coefficiente aerodinamico di 0,254 ottenuto senza aerodinamica attiva. Il risultato è un&#8217;automobile che appartiene a un universo visivo lontanissimo da quello che ha reso Ferrari un simbolo riconoscibile in tutto il mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I mercati hanno risposto con prontezza: il titolo in borsa ha ceduto oltre il 6% all&#8217;indomani della presentazione. Gli analisti di Mediobanca stimano che la Luce occuperà circa l&#8217;1% dei volumi totali del marchio. I vertici la definiscono l&#8217;inizio di una nuova era. Il mercato, per ora, la tratta come una parentesi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Montezemolo: «Se dovessi dire quello che penso, farei del male alla Ferrari.»</h3>



<p class="wp-block-paragraph">A margine dell&#8217;assemblea di Confindustria, i cronisti hanno trovato Luca Cordero di Montezemolo, presidente Ferrari per quasi un quarto di secolo. Il giudizio è arrivato immediato e senza attenuazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Se dovessi dire quello che penso, farei del male alla Ferrari. Si rischia la distruzione di un mito e mi dispiace moltissimo. Spero si tolga il Cavallino da quella macchina.» E poi, con la battuta destinata a restare: «La Cina? Mi lasci dire che è sicuramente una macchina che i cinesi non ci copieranno.» </p>



<p class="wp-block-paragraph">Montezemolo è l&#8217;uomo della Enzo, della F430, della 458 Italia. Conosce il peso di quel Cavallino meglio di chiunque altro, e vedere il simbolo apposto su una berlina silenziosa a cinque posti gli produce un&#8217;indignazione che a stento trattiene. Il presidente John Elkann ha invece rivendicato la scelta con decisione, dichiarando che la Luce «richiedeva una nuova prospettiva creativa» e che LoveFrom ha portato «un nuovo linguaggio di design definito dalla purezza». Due visioni inconciliabili di cosa Ferrari debba essere.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="536" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2026/05/image-5-1024x536.png" alt="" class="wp-image-4096" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2026/05/image-5-1024x536.png 1024w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2026/05/image-5-300x157.png 300w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2026/05/image-5-768x402.png 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2026/05/image-5-600x314.png 600w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2026/05/image-5.png 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Ferrari F40, 1987</em>.</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Ferrari, quando la bellezza aveva un suono</h3>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è un suono che chi ha vissuto gli anni d&#8217;oro di Maranello porta con sé. Il V12 della Ferrari 250 GTO che prende vita, o l&#8217;urlo di un motore boxer su una Dino 246 GT in curva. Suoni che sintetizzavano una filosofia precisa: l&#8217;automobile come esperienza sensoriale, prima ancora che come oggetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La 250 GTO, costruita tra il 1962 e il 1964 in appena trentasei esemplari, rimane il punto di riferimento assoluto di chiunque ragioni di design automobilistico con serietà. Ogni curva della carrozzeria sembrava tracciata dal vento. La GTO comunicava tutto di sé in un colpo d&#8217;occhio, con quella chiarezza formale che appartiene soltanto alle opere riuscite davvero.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="736" height="920" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2026/05/6823b7d047a41c47f1e38cd5da75771e.jpg" alt="" class="wp-image-4105" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2026/05/6823b7d047a41c47f1e38cd5da75771e.jpg 736w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2026/05/6823b7d047a41c47f1e38cd5da75771e-240x300.jpg 240w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2026/05/6823b7d047a41c47f1e38cd5da75771e-600x750.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 736px) 100vw, 736px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Papa Giovanni Paolo II e la Ferrari, 1988.</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La F40 del 1987 aveva portato la stessa coerenza in chiave più radicale. Due sedili in fibra di carbonio grezza, un V8 biturbo da quasi 500 CV, portiere aperte da una cordicella di plastica. Ogni scelta progettuale dichiarava le proprie priorità senza riserve. Era la risposta più onesta che un costruttore potesse dare alla domanda fondamentale: chi siamo?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ferrari, in quegli anni, sapeva rispondere con precisione. La Luce riapre quella domanda, e la risposta che offre appartiene a un altro mondo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il precedente Jaguar: quando il rebranding diventa sparizione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ferrari non è la prima casa storica a trovarsi su questo crinale. Il caso Jaguar, ancora fresco, offre una lezione che vale la pena leggere con attenzione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="512" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2026/05/image-6-1024x512.png" alt="" class="wp-image-4097" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2026/05/image-6-1024x512.png 1024w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2026/05/image-6-300x150.png 300w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2026/05/image-6-768x384.png 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2026/05/image-6-1536x768.png 1536w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2026/05/image-6-1320x660.png 1320w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2026/05/image-6-600x300.png 600w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2026/05/image-6.png 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Jaguar Type 00</em>.</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">A fine 2024, il marchio britannico ha presentato una nuova identità visiva e la concept car Type 00, manifesto del nuovo corso interamente elettrico. L&#8217;obiettivo era rilanciare un brand con le vendite crollate da 180.000 unità nel 2018 a 67.000 nel 2022. La risposta del pubblico ha preso la forma di meme, ironia diffusa e scetticismo diffuso tra gli addetti ai lavori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il design è stato definito piatto, anonimo e intercambiabile con qualsiasi altro marchio. La concept stessa, ribattezzata &#8220;Typo&#8221; sui social, ha perso ogni elemento riconducibile alla storia di Jaguar. L&#8217;analista Karl Brauer ha fotografato la situazione con precisione: il nuovo Jaguar punta a posizionarsi come Rolls-Royce, con un linguaggio visivo che ha tagliato ogni ponte con il passato del marchio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="538" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2026/05/image-7-1024x538.png" alt="" class="wp-image-4098" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2026/05/image-7-1024x538.png 1024w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2026/05/image-7-300x158.png 300w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2026/05/image-7-768x403.png 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2026/05/image-7-600x315.png 600w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2026/05/image-7.png 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Jaguar E-Type</em>.</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La E-Type, che Enzo Ferrari aveva definito «la più bella auto del mondo», appartiene oggi a un&#8217;altra storia rispetto a ciò che Coventry propone come suo successore. Un marchio costruito sulla tensione sportiva e sulla grazia della linea si è reso irriconoscibile nel tentativo di sembrare contemporaneo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;operazione ha messo l&#8217;automobile in secondo piano rispetto agli slogan di marketing, trasmettendo l&#8217;idea di un cambiamento in cui l&#8217;antica Jaguar non tornerà. Il risultato è stato l&#8217;alienazione dei clienti storici senza la conquista di quelli nuovi: la trappola classica di chi rinuncia alla propria identità credendo di guadagnarne un&#8217;altra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ferrari, con la Luce, si affaccia sullo stesso precipizio. Montezemolo lo ha detto senza mezze misure. Resta da capire se, a Maranello, qualcuno stia ascoltando</p>
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		<title>HERMÈS, Pauline Bayle firma la pièce teatrale al FRANCO PARENTI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Orsato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Oct 2025 08:08:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[Dall’11 al 21 settembre, al Teatro Franco Parenti di Milano,&#160;Hermès&#160;ha commosso il pubblico immergendolo nella sua più vera essenza, attraverso lo spettacolo&#160; HERMÈSTORIES &#8211; Va In Scena Un&#8217; Avventura. Lo ha reso partecipe di quel sogno immaginifico, di quella classe e di quella leggiadra raffinatezza, che riconosciamo, nella maison di rue Saint Honoré. Con un [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Dall’11 al 21 settembre, al Teatro Franco Parenti di Milano,&nbsp;<strong>Hermès</strong>&nbsp;ha commosso il pubblico immergendolo nella sua più vera essenza, attraverso lo spettacolo&nbsp; <strong><em><a href="https://www.hermes.com/it/it/content/342143-homepagesept2025p2euit/" target="_blank" rel="noopener">HERMÈSTORIES &#8211; Va In Scena Un&#8217; Avventura</a></em></strong>. Lo ha reso partecipe di quel sogno immaginifico, di quella classe e di quella leggiadra raffinatezza, che riconosciamo, nella maison di rue Saint Honoré. Con un caleidoscopio di emozioni, lo ha stimolato, trasportandolo sulle sue ali, per luoghi lontani.&nbsp; Lo ha condotto all&#8217; embrione della fantasia, passando per il tempo, le vie, le generazioni. Lo ha guidato fin dentro le sue inaccessibili stanze: ove i manufatti e le iconiche creazioni vengono segretamente forgiate.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.hermes.com/it/it/content/342143-homepagesept2025p2euit/" target="_blank" rel="https://www.hermes.com/it/it/content/342143-homepagesept2025p2euit/ noopener"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/10/Hermestories_DSC6672_foto_Luca_del_Pia-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-3796" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/10/Hermestories_DSC6672_foto_Luca_del_Pia-1024x682.jpg 1024w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/10/Hermestories_DSC6672_foto_Luca_del_Pia-300x200.jpg 300w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/10/Hermestories_DSC6672_foto_Luca_del_Pia-768x512.jpg 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/10/Hermestories_DSC6672_foto_Luca_del_Pia-1536x1024.jpg 1536w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/10/Hermestories_DSC6672_foto_Luca_del_Pia.jpg 1682w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><strong><a href="https://www.hermes.com/it/it/content/342143-homepagesept2025p2euit/" target="_blank" rel="noopener">Hermèstories</a></strong>, regia di Pauline Bayle. Una scena &#8211; foto: Luca Del Pia.</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre nel foyer teche e display mostravano gli oggetti del mestiere, i twill, le borse più celebri, testimonianze e cimeli indimenticabili, nella platea, la pièce teatrale scritta e diretta dalla regista francese&nbsp;<strong>Pauline Bayle</strong>, lasciava il pubblico a bocca aperta.&nbsp; <em>“Da Hermès, tutti gli oggetti parlano&#8221;</em> …e, anche se non era una coincidenza casuale, il rumorista&nbsp;<strong><em>Monsieur Bruit</em></strong>&nbsp;incantava l&#8217;udito facendo vivere, quasi musicalmente, i più tipici rumori: i suoni brulicanti, i brusii e i fruscii, che animano i reparti dell&#8217; atelier. Brrrr, frrrr, frrrr, clap-clap-clap, ptà! ptà! , schhhh, schhhh; fffruuuuuuhm, fffruuuuuuhm, fruuuhm! …Uno spettacolo, nello spettacolo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/10/Hermestories__Mostra_foyer__foto_Omar_Sartor__sequenza_6-1-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-3797" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/10/Hermestories__Mostra_foyer__foto_Omar_Sartor__sequenza_6-1-768x1024.jpg 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/10/Hermestories__Mostra_foyer__foto_Omar_Sartor__sequenza_6-1-225x300.jpg 225w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/10/Hermestories__Mostra_foyer__foto_Omar_Sartor__sequenza_6-1-1152x1536.jpg 1152w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/10/Hermestories__Mostra_foyer__foto_Omar_Sartor__sequenza_6-1-1536x2048.jpg 1536w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/10/Hermestories__Mostra_foyer__foto_Omar_Sartor__sequenza_6-1-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption class="wp-element-caption"><strong><a href="https://www.hermes.com/it/it/content/342143-homepagesept2025p2euit/" target="_blank" rel="noopener">Hermèstories</a></strong> &#8211; Mostra Foyer. Foto: Omar Sartor.</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Se c&#8217;è una cosa che gli esperti della grande eccellenza italiana guardano con tanto rispetto ed ammirazione verso i transalpini, è senza dubbio la qualità e l&#8217;autenticità dello stile Hermès. Agli amanti dell&#8217;eleganza cosmopolita, la sua raffinatezza non può che suscitare il più sorpreso turbamento: come ogni adolescente può arrossire, scoprendo all&#8217;improvviso un giorno, di essere innamorato di una giovinetta.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/10/Hermestories_DSC6343_foto_Luca_del_Pia-1-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-3807" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/10/Hermestories_DSC6343_foto_Luca_del_Pia-1-1024x682.jpg 1024w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/10/Hermestories_DSC6343_foto_Luca_del_Pia-1-300x200.jpg 300w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/10/Hermestories_DSC6343_foto_Luca_del_Pia-1-768x512.jpg 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/10/Hermestories_DSC6343_foto_Luca_del_Pia-1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/10/Hermestories_DSC6343_foto_Luca_del_Pia-1.jpg 1682w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><a href="https://www.hermes.com/it/it/content/342143-homepagesept2025p2euit/" target="_blank" rel="noopener">Hermèstories</a> regia di Pauline Bayle. Una scena &#8211; foto: Luca Del Pia.</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Che lo spettacolo, oscillante tra fanciullesco surrealismo, e strabordante passione per l&#8217;&nbsp; artigianalità, abbia conquistato gli ospiti, facendoli sentire in un attimo bimbi seduti per ore nella stanza dei balocchi, oppure adulti dentro una storica boutique,&nbsp;poco importa.<br>Ciò che conta, è che ogni singolo spettatore si è alzato dalla poltroncina di velluto, più gioioso, più sereno e più sognante, di quando vi si era seduto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Michele Orsato</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Chi sta plasmando la musica italiana del futuro?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Filosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Jun 2025 10:07:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Castiglia]]></category>
		<category><![CDATA[artisti emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[Delicatoni]]></category>
		<category><![CDATA[Emma]]></category>
		<category><![CDATA[Il Mago del Gelato]]></category>
		<category><![CDATA[Lauryyn]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Musica Italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo una visita organizzata dall’università presso la sede milanese dell’Universal Music Group, ho potuto approfondire la complessità e le sfumature spesso oscure che animano il mondo delle case discografiche, dei manager e dei musicisti. Un universo complesso, in cui le logiche di potere si intrecciano a dinamiche non sempre trasparenti. Ciò che più mi ha [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Dopo una visita organizzata dall’università presso la sede milanese dell’Universal Music Group, ho potuto approfondire la complessità e le sfumature spesso oscure che animano il mondo delle case discografiche, dei manager e dei musicisti. Un universo complesso, in cui le logiche di potere si intrecciano a dinamiche non sempre trasparenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò che più mi ha colpita, tuttavia, è stata la sensazione di profonda disillusione che traspariva dalle parole di uno dei produttori con cui abbiamo avuto modo di confrontarci. Una sfiducia che sembrava rivolta soprattutto all’ambiente discografico italiano, alle sue logiche interne, dove spesso le scelte dettate dal profitto finiscono per influenzare anche la direzione della musica che ascoltiamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In risposta a questo sentimento ho deciso di proporre uno sguardo alternativo, una piccola selezione di artisti che, a mio giudizio, incarnano una musica viva, autentica e necessaria. Non si tratta di una classifica né di una lista esaustiva, ma di cinque nomi che negli ultimi mesi hanno catturato particolarmente la mia attenzione. Ecco i loro nomi:</p>



<h2 class="wp-block-heading">La musica italiana del futuro. Ecco i cinque artisti da ascoltare con cura</h2>



<h3 class="wp-block-heading">&#8211; Delicatoni</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/06/delicatoni-819x1024.jpg" alt="" class="wp-image-3699" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/06/delicatoni-819x1024.jpg 819w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/06/delicatoni-240x300.jpg 240w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/06/delicatoni-768x960.jpg 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/06/delicatoni.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 819px) 100vw, 819px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">I <a href="https://www.instagram.com/delicatoni/" data-type="link" data-id="https://www.instagram.com/delicatoni/" target="_blank" rel="noopener">Delicatoni</a> sono un collettivo formato da quattro musicisti : Antonio Bettini, Smilian Jack Cibic, Giorgio Manzardo e Claudio Murru, originari di Vicenza. Devo subito contraddirmi, non è affatto un caso che siano i primi della lista. Li ho scoperti per caso e, poco dopo, ho avuto la fortuna di ascoltarli dal vivo all’Alcazar di Roma. Da quel momento, non me ne sono più liberata. Dal vivo sono incredibili, utilizzano una grande varietà di strumenti, dai sintetizzatori modulari al sassofono. La loro musica è capace di costruire atmosfere giocose e raffinate.</p>



<h3 class="wp-block-heading">&#8211; Anna Castiglia</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="820" height="1024" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/06/anna-castiglia-820x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-3697" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/06/anna-castiglia-820x1024.jpeg 820w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/06/anna-castiglia-240x300.jpeg 240w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/06/anna-castiglia-768x959.jpeg 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/06/anna-castiglia.jpeg 1080w" sizes="auto, (max-width: 820px) 100vw, 820px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.instagram.com/annacastiglia_/" data-type="link" data-id="https://www.instagram.com/annacastiglia_/" target="_blank" rel="noopener">Anna Castiglia</a> è una cantautrice siciliana, originaria di Catania. La prima volta che l’ho ascoltata mi ha catturata tantissimo la sua voce: morbida e espressiva. Non posso dire di amare ogni sua canzone, ma il suo modo di cantare mi piace da impazzire. Vorrei che mi cullasse la notte. In un’intervista ha detto di sentirsi una “cantautrice demodé”, e in effetti qualcosa di quel modo un po’ fuori dal tempo le appartiene davvero.</p>



<h3 class="wp-block-heading">&#8211; EMMA</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/06/emma-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-3696" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/06/emma-768x1024.jpeg 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/06/emma-225x300.jpeg 225w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/06/emma.jpeg 1080w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Di <a href="https://www.instagram.com/emmatuedio/" data-type="link" data-id="https://www.instagram.com/emmatuedio/" target="_blank" rel="noopener">EMMA</a> online si trova poco, e forse è un bene, la sua musica parla da sé. Nel suo ultimo album, ERA L’INIZIO, mescola caos e delicatezza, trasformando ogni brano in un viaggio intimo nella sua storia. Quello che colpisce è la sua voce, sempre intensa e carica di emozione. Non è assolutamente una musica di sottofondo, al contrario è un esperienza che chiede molta attenzione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">&#8211; Il Mago del Gelato</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/06/472675567_18000311141749711_2780542655855998426_n-1-819x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-3695" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/06/472675567_18000311141749711_2780542655855998426_n-1-819x1024.jpeg 819w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/06/472675567_18000311141749711_2780542655855998426_n-1-240x300.jpeg 240w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/06/472675567_18000311141749711_2780542655855998426_n-1-768x960.jpeg 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/06/472675567_18000311141749711_2780542655855998426_n-1.jpeg 1080w" sizes="auto, (max-width: 819px) 100vw, 819px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.instagram.com/ilmagodelgelatomusic/" data-type="link" data-id="https://www.instagram.com/ilmagodelgelatomusic/" target="_blank" rel="noopener">Il Mago del Gelato</a> è una band milanese che ho visto per la prima volta sul palco del Primo Maggio e mi hanno conquistato al primo ascolto. La loro musica è un mix di jazz, funk e sonorità vintage. Ho ascoltato il loro album Chi è Nicola Felpieri? più volte e non vedo l’ora di rivederli dal vivo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">&#8211; Lauryyn</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="820" height="1024" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/06/Lauryyn-820x1024.jpg" alt="" class="wp-image-3698" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/06/Lauryyn-820x1024.jpg 820w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/06/Lauryyn-240x300.jpg 240w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/06/Lauryyn-768x959.jpg 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2025/06/Lauryyn.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 820px) 100vw, 820px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.instagram.com/lauryyn_____/" data-type="link" data-id="https://www.instagram.com/lauryyn_____/" target="_blank" rel="noopener">Lauryyn</a>, cantante e autrice pugliese, ha qualcosa di primordiale e modernissimo insieme. La sua voce è potente, sensuale e sofisticata. Consiglio assolutamente di guardare il video sul canale Leggera della sua performance musicale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Se potessi, li proteggerei da ogni giudizio affrettato o superficiale, quasi come fossero qualcosa di mio da custodire gelosamente. Eppure, allo stesso tempo, desidero condividerli, perché vale la pena dedicare loro ore di ascolto. Comunque, sono certa che ci siano molti altri talenti meritevoli che valga la pena esplorare al più presto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vorrei concludere con una riflessione tratta da uno scritto di Marlene Dietrich, che osservava quanto poco tempo abbia chi lavora per ascoltare davvero la musica, una perdita, diceva, per l’anima e per il sistema nervoso. Nell’industria discografica, è facile che l’urgenza del mercato lasci poco spazio a proposte meno immediate. Ma forse, se ci si concedesse più tempo per ascoltare, si scoprirebbero universi sonori lontani dal profitto, ma ricchi di valore e nutrimento per lo spirito.</p>
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		<title>Arte, Storia e Lusso: Villa Durazzo, l&#8217;Oasi di Santa Margherita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Aug 2024 22:05:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Santa Margherita]]></category>
		<category><![CDATA[Villa Durazzo]]></category>
		<category><![CDATA[Ville d'Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[Villa Durazzo, a Santa Margherita Ligure, è un elegante esempio di architettura barocca con interni ricchi di storia e un giardino mozzafiato. Il parco, con piante esotiche e una maestosa Ginkgo biloba, offre una vista spettacolare sul Golfo del Tigullio. Ospita anche una preziosa collezione d'arte, rendendo la villa un luogo affascinante e senza tempo.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nella pittoresca cornice della Riviera Ligure, tra il blu intenso del mare e il verde rigoglioso delle colline, si trova <strong><a href="https://villadurazzo.it/" data-type="link" data-id="https://villadurazzo.it/" target="_blank" rel="noopener">Villa Durazzo</a></strong>, un luogo che unisce eleganza, storia e natura. Situata a Santa Margherita Ligure, questa villa rappresenta un perfetto equilibrio tra architettura, arte e bellezza naturale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/vista-villa-durazzo-768x1024.png" alt="" class="wp-image-2784" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/vista-villa-durazzo-768x1024.png 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/vista-villa-durazzo-225x300.png 225w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/vista-villa-durazzo-1152x1536.png 1152w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/vista-villa-durazzo.png 1536w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption class="wp-element-caption">La vista dal parco di Villa Durazzo</figcaption></figure>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Una Dimora Storica di Fascino e Raffinatezza</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Costruita nel XVII secolo per la nobile famiglia Durazzo, Villa Durazzo è un esempio raffinato di architettura barocca. Nel corso dei secoli, è stata una residenza di villeggiatura e un punto di incontro per intellettuali, artisti e nobiltà. Le sale interne, decorate con affreschi, stucchi e arredi d&#8217;epoca, raccontano storie di fasti e splendori del passato. Tra gli ospiti illustri che hanno soggiornato qui, spicca la regina Margherita di Savoia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/villa-durazzo-768x1024.png" alt="" class="wp-image-2776" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/villa-durazzo-768x1024.png 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/villa-durazzo-225x300.png 225w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/villa-durazzo-1152x1536.png 1152w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/villa-durazzo.png 1536w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/parco-villa-durazzo-768x1024.png" alt="" class="wp-image-2780" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/parco-villa-durazzo-768x1024.png 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/parco-villa-durazzo-225x300.png 225w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/parco-villa-durazzo-1152x1536.png 1152w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/parco-villa-durazzo.png 1536w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il parco della Villa</figcaption></figure>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Il Giardino di Villa Durazzo: Un Paradiso Verde sul Mare</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il giardino di Villa Durazzo è una delle sue attrazioni più affascinanti. Esteso per oltre tre ettari, offre una vista mozzafiato sul Golfo del Tigullio. Progettato secondo il gusto rinascimentale, il giardino è un susseguirsi di terrazze panoramiche, vialetti ombreggiati, fontane zampillanti e statue classiche tra siepi curate e fiori profumati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle particolarità più interessanti del giardino è la sua <strong>collezione di piante esotiche</strong>, importate nei secoli da viaggiatori e mercanti. Tra palme, agrumi e camelie, si trovano piante rare e pregiate, che creano un&#8217;atmosfera suggestiva e unica. Il giardino all&#8217;italiana si fonde armoniosamente con la vegetazione mediterranea, offrendo uno spettacolo di colori e profumi che mutano con le stagioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i tesori botanici del parco, spicca una maestosa <strong>Ginkgo biloba</strong>, uno degli alberi più antichi al mondo, che in autunno si tinge di un brillante color oro. Non meno affascinante è il roseto, dove ogni primavera sbocciano centinaia di rose in un tripudio di colori e fragranze che incanta i visitatori.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="922" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/interni-villa-durazzo-1024x922.png" alt="" class="wp-image-2779" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/interni-villa-durazzo-1024x922.png 1024w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/interni-villa-durazzo-300x270.png 300w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/interni-villa-durazzo-768x691.png 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/interni-villa-durazzo-1536x1383.png 1536w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/interni-villa-durazzo-2048x1843.png 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Particolare di uno degli affreschi della Villa</figcaption></figure>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Un Patrimonio di Arte e Cultura</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre alla sua straordinaria bellezza naturale, Villa Durazzo ospita anche una collezione d&#8217;arte che merita di essere scoperta. Le opere, che spaziano dal XVII al XIX secolo, includono dipinti, sculture e arazzi di grande valore, molti dei quali appartenenti alla famiglia Durazzo. Tra gli artisti rappresentati vi sono Giovanni Andrea De Ferrari e Domenico Piola, maestri della scuola genovese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Visitare Villa Durazzo è come fare un viaggio nel tempo, un&#8217;immersione in un mondo di bellezza e raffinatezza che lascia un segno indelebile. Non è solo una meta turistica, ma un vero e proprio rifugio dell&#8217;anima, un angolo di paradiso dove la storia si intreccia con la natura, creando un&#8217;esperienza che non potrete mai dimenticare.</p>
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