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	<title>Uncategorized &#8211; Parmesse</title>
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	<description>Art, Style and Culture</description>
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		<title>L’editoria italiana può rinascere: nuove strategie per affrontare la crisi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jan 2025 14:26:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[L’editoria italiana sta attraversando un momento complesso. I dati del 2023 hanno mostrato un fatturato di 3,439 miliardi di euro, con una crescita modesta dell’1,1% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, il Rapporto sullo stato dell&#8217;editoria in Italia 2024 dell&#8217;Associazione Italiana Editori (AIE) mostra come nei primi sei mesi del 2024, le vendite nel mercato trade – [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">L’editoria italiana sta attraversando un momento complesso. I dati del 2023 hanno mostrato un fatturato di 3,439 miliardi di euro, con una crescita modesta dell’1,1% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, il Rapporto sullo stato dell&#8217;editoria in Italia 2024 dell&#8217;Associazione Italiana Editori (AIE) mostra come nei primi sei mesi del 2024, le vendite nel mercato trade – che include narrativa e saggistica venduta in librerie, online e nella grande distribuzione – siano calate leggermente, registrando un -0,1% e fermandosi a 675,8 milioni di euro. Anche le copie vendute hanno subito una contrazione, con 900.000 unità in meno rispetto al 2023.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi numeri raccontano un settore che fatica a ritrovare slancio e stabilità. Ma non tutto è perduto: ci sono strade da esplorare per invertire la tendenza e ridare all’editoria italiana la centralità che merita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">l primo nodo da affrontare è quello delle dimensioni. Oggi molte realtà editoriali sono troppo piccole per reggere il passo con i costi e la complessità del mercato. Più che competere da sole, dovrebbero unire le forze: fusioni, collaborazioni o consorzi potrebbero essere la chiave per raggiungere una massa critica. Con più risorse a disposizione, le case editrici potrebbero ridurre i costi, migliorare la qualità dei loro prodotti e investire in quello che davvero conta: l’innovazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La tecnologia, infatti, è l’alleato che non si può ignorare. L’intelligenza artificiale non è solo una moda, ma uno strumento potentissimo per migliorare ogni aspetto del lavoro editoriale. Immaginate contenuti personalizzati per ogni lettore, articoli che rispondono esattamente ai loro interessi. Oppure processi più veloci e precisi, con revisioni automatiche e traduzioni immediate. E non parliamo solo di efficienza: con un uso intelligente dell’IA, anche la distribuzione dei contenuti può fare un salto di qualità, raggiungendo più lettori nei luoghi (digitali) giusti e al momento giusto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi c’è il tema del valore. Troppo spesso l’editoria cerca di competere al ribasso, puntando sulla quantità invece che sulla qualità. Ma è un gioco pericoloso, che rischia di svalutare il prodotto stesso. La strada da seguire è un’altra: offrire contenuti di alto livello, pensati per chi è disposto a pagare di più per qualcosa di speciale. Edizioni premium, approfondimenti su argomenti di nicchia, o esperienze multimediali che mescolano testi, video e podcast: ecco cosa può davvero fare la differenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma per farlo, bisogna anche cambiare mentalità. L’editoria non può più vivere solo di vendite dirette. Modelli di abbonamento flessibili, collaborazioni con brand che vogliono associare il loro nome a contenuti di qualità, o addirittura progetti finanziati direttamente dai lettori attraverso il crowdfunding: sono tutte strade che possono aprire nuove opportunità di guadagno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Certo, nessuna di queste soluzioni è facile. Richiedono coraggio, investimenti e, soprattutto, una visione a lungo termine. Ma se l’editoria italiana saprà abbracciare il cambiamento, potrebbe tornare a essere quel punto di riferimento culturale che è sempre stato. E, perché no, magari sorprenderci ancora una volta.</p>
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		<title>Annalisa Martino: L&#8217;Anima Mediterranea della Moda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rebecca Gelichi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Dec 2024 15:36:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[Annalisa Martino, nata il 2 dicembre 1987 a Maratea, Basilicata, ha mostrato fin da piccola una forte inclinazione artistica e il desiderio di esprimersi nella moda. Dopo il diploma liceale, si è trasferita a Napoli per studiare all&#8217;Accademia di Moda, dove ha vissuto anni intensi e indimenticabili, dando vita al suo sogno e laureandosi con [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.instagram.com/annalisamartinocollection?igsh=MXQ3OW84ZTg2cnA4bw==" target="_blank" rel="noopener">Annalisa Martino</a>, nata il 2 dicembre 1987 a Maratea, Basilicata, ha mostrato fin da piccola una forte inclinazione artistica e il <strong>desiderio di esprimersi nella moda</strong>. Dopo il diploma liceale, si è trasferita a Napoli per studiare all&#8217;Accademia di Moda, dove ha vissuto anni intensi e indimenticabili, dando vita al suo sogno e laureandosi con il massimo dei voti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo la laurea, Annalisa ha iniziato la sua carriera come stilista presso l’ufficio stile di una rinomata azienda napoletana, dove ha affinato il suo talento non solo come <strong>fashion designer,</strong> ma anche come modellista, sarta e ricamatrice, con impegno e dedizione da autodidatta. <br>Negli anni ha partecipato a numerose sfilate in tutta Italia, consolidando uno stile distintivo e trasmettendo al pubblico la passione che anima ogni sua creazione. Nei weekend, mentre proseguiva il lavoro in azienda, ha iniziato a creare collezioni personali e a vendere abiti su misura, costruendo una clientela selezionata e fedele.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo nove anni di esperienza come fashion designer, Annalisa ha deciso di realizzare il sogno di aprire un <strong>proprio atelier</strong>, uno spazio creativo dove esprimere appieno il suo talento. Tuttavia, l&#8217;arrivo della pandemia ha inferto un duro colpo alla sua attività: le restrizioni e l’annullamento degli eventi glamour l&#8217;hanno costretta a chiudere il suo amato atelier. Nonostante questo ostacolo, Annalisa non ha abbandonato la sua visione. Ha trovato una nuova opportunità a Brescia, dove si è trasferita per collaborare con un gruppo di investitori di Shanghai, con sede a Milano, pronti a scommettere sul suo talento e a supportare la crescita del suo brand.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/11/B2E6ECDB-8587-49FD-BF14-E496BB536525-2-683x1024.jpg" alt="Annalisa Martino" class="wp-image-3237" style="width:840px;height:auto" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/11/B2E6ECDB-8587-49FD-BF14-E496BB536525-2-683x1024.jpg 683w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/11/B2E6ECDB-8587-49FD-BF14-E496BB536525-2-200x300.jpg 200w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/11/B2E6ECDB-8587-49FD-BF14-E496BB536525-2-768x1152.jpg 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/11/B2E6ECDB-8587-49FD-BF14-E496BB536525-2-1024x1536.jpg 1024w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/11/B2E6ECDB-8587-49FD-BF14-E496BB536525-2-1366x2048.jpg 1366w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/11/B2E6ECDB-8587-49FD-BF14-E496BB536525-2-scaled.jpg 1707w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /><figcaption class="wp-element-caption">Annalisa Martino, Kalos Collection.</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Annalisa Martino, tra femminiiltà ed eleganza</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il brand di Annalisa Martino è oggi un omaggio all&#8217;eleganza e alla <strong>femminilità mediterranea</strong>, che si riflette in collezioni sofisticate e ricercate, pensate per donne uniche. Ogni capo incarna l’anima creativa di Annalisa e le sue radici culturali: tessuti pregiati, frange, perline e cristalli arricchiscono ogni dettaglio, donando leggerezza e comfort con un tocco glamour. Le trasparenze generose e le scollature audaci si uniscono armoniosamente a sfumature preziose, creando abiti che trasmettono un’emozione autentica e celebrano la bellezza femminile.<br>Le <strong>collezioni </strong>sono ispirate alla natura, con colori neutri e un’estetica bucolica, pensate per una donna raffinata e decisa che non rinuncia alla propria femminilità. Ogni capo è concepito come un’opera d’arte, capace di raccontare uno stile personale e distintivo. Con un linguaggio visivo ricco di dettagli, Annalisa Martino veste una donna eclettica e determinata, infondendo nei suoi abiti una visione autentica e senza tempo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/11/9F2CD08A-08A5-4093-9447-516B00749C0D-683x1024.jpg" alt="Annalisa Martino" class="wp-image-3238" style="width:840px;height:auto" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/11/9F2CD08A-08A5-4093-9447-516B00749C0D-683x1024.jpg 683w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/11/9F2CD08A-08A5-4093-9447-516B00749C0D-200x300.jpg 200w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/11/9F2CD08A-08A5-4093-9447-516B00749C0D-768x1152.jpg 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/11/9F2CD08A-08A5-4093-9447-516B00749C0D-1024x1536.jpg 1024w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/11/9F2CD08A-08A5-4093-9447-516B00749C0D.jpg 1365w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /><figcaption class="wp-element-caption">Annalisa Martino Collection.</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Con il suo brand, Annalisa Martino trasforma la moda in un&#8217;esperienza unica di eleganza e innovazione, dando vita a una visione che va oltre lo stile. Ogni collezione esprime la passione che l&#8217;ha guidata sin dall&#8217;infanzia, unendo tradizione e sperimentazione con un tocco autentico e personale. Oggi, Annalisa è riconosciuta come una delle figure promettenti della moda italiana, una creatrice capace di reinventare l&#8217;eleganza mediterranea in modo audace e raffinato, affermandosi come una voce distintiva nel panorama della moda contemporanea.</p>
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		<title>Sergio Ragalzi: &#8220;Tutte le nostre scimmie&#8221; &#8211; Un tributo al maestro dell’apocalittico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Dec 2024 09:25:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal 6 dicembre 2024 al 28 febbraio 2025, la Galleria d’Arte Niccoli di Parma ospita &#8220;Tutte le nostre scimmie&#8221;, una mostra che celebra la straordinaria visione artistica del compianto Sergio Ragalzi (1951-2024). L’esposizione segna il ritorno, postumo, di uno degli artisti più influenti della scena contemporanea italiana, noto per la sua inquietante poetica post-apocalittica. Curata [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Dal 6 dicembre 2024 al 28 febbraio 2025, la Galleria d’Arte Niccoli di Parma ospita <strong>&#8220;Tutte le nostre scimmie&#8221;</strong>, una mostra che celebra la straordinaria visione artistica del compianto <strong>Sergio Ragalzi</strong> (1951-2024). L’esposizione segna il ritorno, postumo, di uno degli artisti più influenti della scena contemporanea italiana, noto per la sua inquietante poetica post-apocalittica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Curata da <strong>Roberto e Marco Niccoli</strong>, con un testo introduttivo di <strong>Massimo Belli</strong>, la mostra offre ai visitatori un viaggio nel cuore della produzione artistica di Ragalzi. Le <strong>Scimmie Liquide</strong>, tema centrale dell’esposizione, incarnano una riflessione profonda sulla natura umana. Attraverso <strong>19 tele di formato medio-grande</strong>, l&#8217;artista evoca l’archetipo della scimmia come simbolo delle pulsioni primordiali e delle angosce interiori, offrendoci uno specchio per esplorare le nostre emozioni più intime.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Sergio Ragalzi: Arte che inquieta e conquista</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Le sagome bituminose dei primati, con il loro aspetto scultoreo e lucente, si stagliano in modo plastico e perturbante, richiamando la maestria di figure come <strong>Burri</strong> e <strong>Fontana</strong>. La scala delle opere amplifica l’impatto visivo, rendendo le &#8220;scimmie&#8221; proiezioni delle nostre paure e ossessioni. L’allestimento è pensato per avvolgere lo spettatore, creando un ambiente che, come in precedenti lavori dell’artista, induce a una riflessione continua e alla costante necessità di “guardarsi le spalle”.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Un’eredità artistica senza tempo</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Ragalzi, torinese di nascita, è stato un pioniere dell’arte contemporanea, con una carriera che lo ha visto esporre nei più importanti contesti nazionali e internazionali, dalla <strong>XII Quadriennale d’Arte di Roma</strong> al <strong>Centre National d’Art Contemporain di Nizza</strong>. Con opere che spaziano da <strong>Ombre Atomiche</strong> a <strong>Genetica 2093</strong>, Ragalzi ha tracciato un percorso unico, mescolando elementi apocalittici e riflessioni sull’umanità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa mostra rappresenta l’occasione perfetta per immergersi nell’universo di Sergio Ragalzi, dove arte e filosofia si fondono per raccontare la nostra condizione umana con una potenza visiva senza precedenti. <strong>&#8220;Tutte le nostre scimmie&#8221;</strong> vi aspetta per un’esperienza unica e coinvolgente.</p>
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		<title>The Echo’s Return: il mondo frammentato e onirico di Lily Wong alla Galleria Poggiali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2024 10:21:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal 3 ottobre al 6 dicembre 2024, la Galleria Poggiali di Milano ospita The Echo’s Return, la prima mostra personale italiana di Lily Wong. L’artista americana esplora frammenti di narrazioni intime e sospese, dove personaggi vulnerabili abitano mondi onirici alla ricerca di connessioni. Con i suoi colori vividi e figure delicate, Wong trasforma ogni opera [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Dal 3 ottobre al 6 dicembre 2024, la <a href="https://www.galleriapoggiali.com/en/milan-exhibitions" data-type="link" data-id="https://www.galleriapoggiali.com/en/milan-exhibitions" target="_blank" rel="noopener">Galleria Poggiali </a>di Milano ospita <em>The Echo’s Return</em>, la prima mostra personale italiana di Lily Wong. L’artista americana esplora frammenti di narrazioni intime e sospese, dove personaggi vulnerabili abitano mondi onirici alla ricerca di connessioni. Con i suoi colori vividi e figure delicate, Wong trasforma ogni opera in una finestra su emozioni universali, portando lo spettatore in un viaggio introspettivo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="315" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/10/8-1024x315.jpeg" alt="" class="wp-image-3179" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/10/8-1024x315.jpeg 1024w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/10/8-300x92.jpeg 300w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/10/8-768x236.jpeg 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/10/8-1536x473.jpeg 1536w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/10/8-2048x630.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Echo, 2024, acrylic on paper, 74.93 × 242.57 cm. Courtesy Lily Wong, Galleria Poggiali Milano, Lyles &amp; King.</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Lily Wong, Un dialogo tra Oriente e Occidente</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’ispirazione orientale è evidente nelle grandi tele di Wong, che riprendono i tradizionali rotoli giapponesi e cinesi, riletti in una chiave contemporanea. Le opere come Echo e An Exchange sfruttano la verticalità dei rotoli per suggerire una profondità che va oltre la tela, immergendo chi guarda in un ciclo perpetuo di narrazioni aperte e mai del tutto lineari. Wong gioca con il tempo e lo spazio, offrendo un racconto che, come un sogno, lascia aperta ogni interpretazione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/10/3-1-1024x683.jpg" alt="Veduta della mostra Lily Wong. The Echo’s Return Galleria Poggiali Milano 2024" class="wp-image-3178" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/10/3-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/10/3-1-300x200.jpg 300w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/10/3-1-768x512.jpg 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/10/3-1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/10/3-1-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Veduta della mostra Lily Wong. The Echo’s Return Galleria Poggiali Milano 2024. Courtesy Lily Wong, Galleria Poggiali Milano, Lyles &amp; King. Foto di Michele Alberto Sereni.</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;allestimento della Galleria Poggiali di Milano</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’allestimento della mostra non si limita a esporre opere sulle pareti, ma crea un ambiente immersivo in cui le composizioni sembrano estendersi oltre i loro confini, avvolgendo l’intera sala. Le opere come Maze e Make it Real catturano momenti isolati, ma inseriti in uno spazio comune diventano parte di una narrazione collettiva. In questo ambiente suggestivo, ogni spettatore può riscoprire significati nascosti e riflettere su temi universali come la memoria, la connessione e la vulnerabilità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">The Echo&#8217;s Return, un’esperienza sensoriale e personale</h3>



<p class="wp-block-paragraph"><em>The Echo’s Return</em> non è solo una mostra, ma un invito a esplorare in profondità il mondo emotivo di Wong e, al contempo, i propri paesaggi interiori. La galleria diventa un luogo di incontro tra le storie dei personaggi di Wong e le esperienze personali di chi guarda, in un dialogo continuo tra visibile e invisibile.</p>
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		<title>Minerva Studios FW25: Too Stylish for Streetwear, Too Cool to Care</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Nov 2024 16:27:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Brand emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[Fashion]]></category>
		<category><![CDATA[Minerva Studios]]></category>
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					<description><![CDATA[As the crisp autumn breeze starts to whisper its arrival in Milan, a fresh force in fashion is sending shockwaves through the streets. Introducing Minerva Studios, the burgeoning label making its mark with a Fall/Winter 2025 collection that demands your attention. Their bold, unapologetic ethos is neatly encapsulated in one striking phrase: “Too Stylish for [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">As the crisp autumn breeze starts to whisper its arrival in Milan, a fresh force in fashion is sending shockwaves through the streets. Introducing <em><a href="https://www.parmesse.it/2023/12/15/minerva-studios-tra-arte-e-moda/" data-type="post" data-id="186">Minerva Studios</a></em>, the burgeoning label making its mark with a Fall/Winter 2025 collection that demands your attention. Their bold, unapologetic ethos is neatly encapsulated in one striking phrase: <em>“Too Stylish for Streetwear.”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">In a season where fashion feels like a tug-of-war between high-end luxury and urban grit, Minerva Studios has stepped confidently into the ring, finding the perfect balance between both worlds. The brand’s inaugural FW25 collection redefines streetwear—merging style and sophistication into a seamless hybrid that’s as effortlessly chic as it is daring.</p>



<p class="wp-block-paragraph">And where better to unveil this bold message than in the heart of Milan? The FW25 collection was shot on-location in the streets and subways of Italy’s fashion capital. Milan’s iconic stone-paved boulevards, juxtaposed with the industrial steel of its metro, served as the ultimate canvas for Minerva’s artistic vision. The result? A photoshoot that breathes the very essence of urban sophistication—where cutting-edge fashion and gritty realism collide.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/09/I62A9058-1024x683.png" alt="" class="wp-image-2986" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/09/I62A9058-1024x683.png 1024w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/09/I62A9058-300x200.png 300w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/09/I62A9058-768x512.png 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/09/I62A9058-1536x1024.png 1536w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/09/I62A9058-2048x1365.png 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Too Stylish For Streetwear, Minerva Studios, FW24</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Minerva Studios: Too Stylish for Streetwear</h3>



<p class="wp-block-paragraph">At the core of Minerva Studios’ Fall/Winter 2025 collection is a statement—literally. The words “Too Stylish for Streetwear” are boldly emblazoned across their collection of meticulously crafted hoodies. Each piece is designed to challenge convention, exuding a level of refinement rarely associated with traditional street fashion.</p>



<p class="wp-block-paragraph">These aren’t your everyday hoodies. With sleek tailoring, luxurious fabrics, and attention to detail that rivals haute couture, Minerva Studios is declaring a new era for streetwear. Oversized yet impeccably structured, their hoodies are crafted from premium materials that feel as sumptuous as they look.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“The phrase is a provocation,” explains Minerva’s creative director, <em>Edoardo Carpi</em>. “It’s about questioning the boundaries between high fashion and streetwear—showing that luxury can exist in everyday silhouettes. The street is our runway, but we’re too chic to be contained by it.”</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/09/I62A9216-683x1024.png" alt="" class="wp-image-2987" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/09/I62A9216-683x1024.png 683w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/09/I62A9216-200x300.png 200w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/09/I62A9216-768x1152.png 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/09/I62A9216-1024x1536.png 1024w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/09/I62A9216-1365x2048.png 1365w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/09/I62A9216.png 1400w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /><figcaption class="wp-element-caption">Too Stylish For Streetwear, Minerva Studios, FW25</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">The Streets of Milan: A Fashion Runway</h3>



<p class="wp-block-paragraph">The streets of Milan are more than just a backdrop for Minerva’s campaign—they are a critical character in this narrative. From the grand neoclassical architecture of the Brera district to the sleek, futuristic lines of the city’s metro stations, Milan serves as the perfect metaphor for the collection’s balancing act between tradition and innovation.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In each shot, models stand defiantly on the gritty platforms of Milan’s underground, dressed in oversized hoodies paired with tailored trousers and avant-garde accessories. The visuals offer a sharp contrast: polished elegance set against the raw, industrial aesthetic of the city’s urban infrastructure. Minerva Studios is making it clear that while their pieces are inspired by the street, they belong anywhere but there.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Photographer <em>Emilio Tanasi</em>, who led the campaign’s visual storytelling, captures this tension flawlessly. “We wanted to elevate the everyday,” Tanasi explains. “To show that something as simple as a hoodie, when designed with intent and craftsmanship, can transcend its casual origins and enter the realm of high fashion.”</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/09/I62A8551-1024x683.png" alt="Too Stylish For Streetwear, Minerva Studios, FW24" class="wp-image-2989" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/09/I62A8551-1024x683.png 1024w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/09/I62A8551-300x200.png 300w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/09/I62A8551-768x512.png 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/09/I62A8551-1536x1024.png 1536w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/09/I62A8551-2048x1365.png 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Too Stylish For Streetwear, Minerva Studios, FW25</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">The Future of Elevated Streetwear</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Minerva Studios is more than a brand—it’s a movement. With this inaugural collection, they are staking their claim in the ever-evolving conversation around the future of fashion. In a world where the lines between luxury and street style continue to blur, Minerva Studios’ Fall/Winter 2024 collection offers a fresh perspective: that chic, high-fashion can coexist with the comfort and accessibility of streetwear.</p>



<p class="wp-block-paragraph">The timing is nothing short of perfect. As fashion houses across the globe scramble to court the youth market with edgy, rebellious collections, Minerva Studios takes a more refined approach. By pushing streetwear into uncharted territory, they are appealing to a new generation of style-conscious individuals who want more than just hype—they want substance, quality, and design that lasts.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Minerva Studios’ Fall/Winter 2025 collection is already generating buzz in the fashion world, with industry insiders and influencers alike applauding the brand’s bold vision. Their debut drop of hoodies is only the beginning. Rumors of an expanded collection featuring tailored coats and knitwear pieces are already swirling, hinting that Minerva Studios is far from a one-hit wonder.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/09/I62A8435-683x1024.png" alt="Too Stylish For Streetwear, Minerva Studios, FW24" class="wp-image-2988" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/09/I62A8435-683x1024.png 683w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/09/I62A8435-200x300.png 200w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/09/I62A8435-768x1152.png 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/09/I62A8435-1024x1536.png 1024w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/09/I62A8435-1365x2048.png 1365w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/09/I62A8435.png 1400w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /><figcaption class="wp-element-caption">Too Stylish For Streetwear, Minerva Studios, FW25</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">A Bold New Chapter in Milan Fashion</h3>



<p class="wp-block-paragraph">With Milan as its backdrop, Minerva Studios has declared its arrival in the fashion scene with unmistakable style. The Fall/Winter 2025 collection is a testament to the brand’s philosophy: that streetwear doesn’t have to be casual, and style should never be confined by category.</p>



<p class="wp-block-paragraph">As the models confidently stroll through the city’s cobblestone streets and wait for the next metro in their opulent yet edgy hoodies, it’s clear that Minerva Studios is more than just a brand—it’s a lifestyle. A lifestyle for those who know they’re <em>too stylish for streetwear</em> and who are unafraid to push the boundaries of what fashion can—and should—be.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fashion is evolving, and Minerva Studios is leading the charge. In a city that has long been the epicenter of luxury, a new kind of cool is emerging. Welcome to the future of street style—where high fashion meets the streets, and elegance is as effortless as a hoodie.</p>
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		<title>Gaetano Pesce e il Suo Omaggio a Napoli: “Tu sì ‘na cosa grande”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Russo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Oct 2024 16:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[mostre e musei]]></category>
		<category><![CDATA[Gaetano Pesce]]></category>
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					<description><![CDATA[L’opera dedicata a Pulcinella di Gaetano Pesce, intitolata “Tu sì ‘na cosa grande”, è attualmente esposta in Piazza Municipio a Napoli, dove rimarrà fino al 20 dicembre 2024. Questa scultura imponente, alta 12 metri, rappresenta un tributo personale di Pesce alla città partenopea, con cui aveva uno stretto legame culturale e affettivo. L’opera, alla quale [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">L’opera dedicata a Pulcinella di Gaetano Pesce, intitolata “Tu sì ‘na cosa grande”, è attualmente esposta in Piazza Municipio a Napoli, dove rimarrà fino al 20 dicembre 2024. Questa scultura imponente, alta 12 metri, rappresenta un tributo personale di Pesce alla città partenopea, con cui aveva uno stretto legame culturale e affettivo. L’opera, alla quale l’artista ha lavorato per circa due anni prima della sua scomparsa il 3 aprile 2024 a New York, prende il posto della Venere degli Stracci di Michelangelo Pistoletto, distrutta da un incendio nel luglio 2023. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/10/Gaetano-Pesce-768x1024.png" alt="" class="wp-image-3188" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/10/Gaetano-Pesce-768x1024.png 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/10/Gaetano-Pesce-225x300.png 225w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/10/Gaetano-Pesce.png 1080w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption class="wp-element-caption">Gaetano Pesce, Tu si &#8216;na cosa grande. Foto scattata da <a href="https://www.instagram.com/makkapp_art/" data-type="link" data-id="https://www.instagram.com/makkapp_art/" target="_blank" rel="noopener">@makkapp_art</a>.</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nato a La Spezia l’8 novembre 1939, Gaetano Pesce è stato uno degli artisti e designer più visionari del panorama artistico internazionale del Novecento e del XXI secolo. La sua carriera è stata caratterizzata da un’inarrestabile ricerca di nuove forme espressive, spaziando tra arte, design e architettura. Tra le sue opere più celebri, ricordiamo la Serie UP &#8211; sedie antropomorfe che riflettono sulle questioni sociali e di genere, esaltando il femminile e il femminile nel rapporto con la maternità &#8211; e le sue sperimentazioni con materiali come la resina, che lo rendono capace di produrre opere che sfidano le convenzioni estetiche e culturali.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1018" height="1018" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/10/Red_armchair_Gaetano_Pesce_chairs_and_BB_Italia_at_Triennale_Design_Museum.jpg" alt="" class="wp-image-3103" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/10/Red_armchair_Gaetano_Pesce_chairs_and_BB_Italia_at_Triennale_Design_Museum.jpg 1018w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/10/Red_armchair_Gaetano_Pesce_chairs_and_BB_Italia_at_Triennale_Design_Museum-300x300.jpg 300w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/10/Red_armchair_Gaetano_Pesce_chairs_and_BB_Italia_at_Triennale_Design_Museum-150x150.jpg 150w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/10/Red_armchair_Gaetano_Pesce_chairs_and_BB_Italia_at_Triennale_Design_Museum-768x768.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1018px) 100vw, 1018px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Red armchair &#8211; Serie UP (UP5 and UP6) Gaetano Pesce chairs and B&amp;B Italia at Triennale Design Museum.</em></figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Gaetano Pesce e l&#8217;opera Tu sì ‘na cosa grande in Piazza Municipio a Napoli</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’opera Tu sì ‘na cosa grande ha immediatamente suscitato accesi dibattiti tra critici e pubblico per i suoi più o meno evidenti riferimenti simbolici. Alcuni vi hanno colto rimandi all’erotismo (riflessione sicuramente “in trend” con il linguaggio dell’artista) con forme che, pur non esplicitandolo formalmente, richiamano l’arte erotica. Questo legame tra arte ed eros, va detto, non è nuovo a Napoli, dove l’arte è profondamente intrecciata con la spiritualità e la sensualità. Napoli, ospitando l’opera di Pesce, si presta dunque a una riflessione &#8211; in primis &#8211; “metartistica” sul tabù dell’intersezione tra grottesco ed evocativo attraverso l’eros e &#8211; in secondo luogo &#8211; su cosa possa rappresentare l’identità (in questo caso partenopea) nella contemporaneità. Il connubio tra erotismo e arte è una costante nella storia dell’espressione artistica, senza distinzioni di epoche e culture. Dalle raffigurazioni di affreschi pompeiani, in cui la sessualità era vissuta come parte integrante della vita quotidiana e del sacro fino ai capolavori del Rinascimento, l’erotismo ha spesso assunto un ruolo chiave, anche se nascosto sotto simbolismi sottili. L’erotismo rinascimentale, a differenza delle rappresentazioni più esplicite dell’antichità, era filtrato attraverso l’estetica cristiana. Ne è un esempio l’iconografia del San Sebastiano, spesso raffigurato con una bellezza idealizzata e sensuale, che lo ha reso, si sussurra, un’icona dell’amore omosessuale del tempo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="845" height="1024" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/10/San_Sebastiano_Benvenuto_Tisi_da_Garofalo_001-845x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-3092" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/10/San_Sebastiano_Benvenuto_Tisi_da_Garofalo_001-845x1024.jpeg 845w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/10/San_Sebastiano_Benvenuto_Tisi_da_Garofalo_001-248x300.jpeg 248w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/10/San_Sebastiano_Benvenuto_Tisi_da_Garofalo_001-768x931.jpeg 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/10/San_Sebastiano_Benvenuto_Tisi_da_Garofalo_001.jpeg 1176w" sizes="auto, (max-width: 845px) 100vw, 845px" /><figcaption class="wp-element-caption">San Sebastiano, Benvenuto Tisi da Garofalo.</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">O ancora, L’Estasi di Santa Teresa di Gian Lorenzo Bernini, un capolavoro scultoreo del Barocco, in cui il confine tra estasi spirituale ed erotica si assottiglia. L’opera raffigura Santa Teresa d’Avila in un momento di unione mistica con Dio, ma la resa delle espressioni facciali e del corpo suggerisce anche una dimensione fisica e sensuale, tanto che molti critici hanno interpretato l’opera come un inno all’erotismo sacro. Questo dualismo tra sacro e profano è una costante nell’arte, che ama mostrare il punto in cui il desiderio carnale e la ricerca del divino si fondono.<br>A voler citare anche un parallelismo esotico, non si può trascurare la tradizione giapponese degli shunga, le tavole erotiche prodotte nel periodo Edo. Questi disegni, caratterizzati da un’estetica raffinata e sensuale, venivano spesso donati alle giovani spose come una sorta di manuale di istruzioni per il piacere. Lontani dall’essere mere raffigurazioni sessuali, gli shunga erano celebrati come una forma d’arte elevata, in grado di esplorare la dimensione umana del desiderio in modo intimo e poetico. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="684" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/10/volume-3-of-unknown-erotic-shunga-set-fd265a.jpg" alt="" class="wp-image-3094" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/10/volume-3-of-unknown-erotic-shunga-set-fd265a.jpg 1024w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/10/volume-3-of-unknown-erotic-shunga-set-fd265a-300x200.jpg 300w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/10/volume-3-of-unknown-erotic-shunga-set-fd265a-768x513.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Utagawa Kunisada (Japanese, 1786–1865). Edo period (1615–1868)</em>.</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><br>L’arte erotica, lungi dall’essere solo una rappresentazione del corpo nudo o dell’atto sessuale, esplora l’interiorità umana, le passioni e i desideri più intimi. Artisti di ogni epoca hanno cercato di comunicare l’inesprimibile attraverso forme e colori, stimolando non solo i sensi, ma anche la mente dello spettatore. Come affermava Picasso, “L’arte non è mai casta. Se lo è, non è arte. Arte e sesso sono la stessa cosa”. Pensiamo anche alle opere dell’artista contemporanea Xi Pan, che continua questa riflessione integrando tematiche erotiche con grande raffinatezza e sensibilità. Nata in Cina e formatasi tra Hangzhou e Mosca, Xi Pan esplora attraverso la pittura una sensualità delicata e provocante, ponendo particolare attenzione alla bellezza del corpo femminile. Il corpo è concepito non solo come oggetto di desiderio, ma anche come potente espressione della forza interiore e dell’autenticità delle donne. Le sue opere trasmettono una sensazione di intimità e vulnerabilità, invitando lo spettatore a immergersi in un mondo in cui il desiderio e la forza si intrecciano.<br><br>Se questo breve sguardo sul ruolo dell’erotismo nell’arte ci può portare a calare Tu sì &#8216;na cosa grande in una dimensione più sfaccettata e complessa, per affrontare l’aspetto del significato identitario dell’opera, è bene passare attraverso l’analisi dei bozzetti di Gaetano Pesce. Nei bozzetti, infatti, è possibile cogliere la figura iconografica di Pulcinella: i suoi colori identificativi e la caratteristica camicia bianca evocano la maschera simbolo della cultura napoletana, cultura dove -ricordiamo &#8211; la sessualità, velata o esplicita, sussurrata o cantata, fa da sempre parte della tradizione e del linguaggio partenopeo. La scultura così come realizzata sembra, invece, allontanarsi da queste rappresentazioni: l’impressione è al massimo quella di un Arlecchino (un po’ slavato) e non certamente di un Pulcinella. Forse, se nella realizzazione dell’opera fossero stati mantenuti elementi identificativi presenti nei bozzetti, come i colori del bianco e del nero ad esempio, il rimando a Pulcinella sarebbe stato sicuramente più immediato…<br></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Villers, Picasso e l&#8217;amicizia che cambio&#8217; la storia del Cubismo Astratto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Carretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Sep 2024 11:30:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal Primo Incontro all&#8217;Amicizia con Pablo Picasso E’ il 1953, e il sole batte su un pittoresco scorcio di Vallauris, cittadina della Costa Azzurra incastonata tra Cannes e Antibes. Il giovane Andrè Villers ferma per strada un uomo dall’aspetto conosciuto: e’ Pablo Picasso. Villers gli scatta una foto, e da questo decimo di secondo nasce [&#8230;]]]></description>
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<h2 class="wp-block-heading">Dal Primo Incontro all&#8217;Amicizia con Pablo Picasso</h2>



<p class="wp-block-paragraph">E’ il 1953, e il sole batte su un pittoresco scorcio di Vallauris, cittadina della Costa Azzurra incastonata tra Cannes e Antibes. Il giovane Andrè Villers ferma per strada un uomo dall’aspetto conosciuto: e’ Pablo Picasso. Villers gli scatta una foto, e da questo decimo di secondo nasce un rapporto che si svilupperà lungo tre filoni: uno personale, nutrito da stima reciproca e affettuosa amicizia, uno di collaborazione artistica, e un ultimo di documentazione fotografica del portafoglio di opere di Picasso.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="522" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/2013_PAR_03557_0174_000andre_villers_picasso_en_toreador_vallauris_1954.jpg" alt="" class="wp-image-2824" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/2013_PAR_03557_0174_000andre_villers_picasso_en_toreador_vallauris_1954.jpg 400w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/2013_PAR_03557_0174_000andre_villers_picasso_en_toreador_vallauris_1954-230x300.jpg 230w" sizes="auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px" /><figcaption class="wp-element-caption">Andrè Villers, Picasso en toréador, Vallauris, 1954<br>Source: Christies</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">I tre filoni si intersecano, influenzandosi reciprocamente, come spesso accade nei rapporti che sfuggono la superficialità della monodimensione: Picasso non appartiene a un’unica categoria per Villers, né tantomeno vale il viceversa: entrambi sono artisti, uomini, individui, amici e molto altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ben presto, la prima fotografia nelle strade di Vallauris è soltanto la prima di una lunga serie. Dopo quel primo incontro, tanto fugace quanto significativo, Villers inizia a frequentare regolarmente lo studio di Picasso: i due trascorrono interi pomeriggi sperimentando nuove modalità di fusione e interazione tra pittura e fotografia, validando il ruolo della seconda nel Cubismo. Villers gioca con le immagini delle opere del maestro, ritagliando e componendo i celebri “Decoupages”, aggregati dei soggetti piu’ ricorrenti nelle opere di Picasso e meticolosamente posti in relazione tra loro.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="744" height="1024" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/decoup-744x1024.webp" alt="" class="wp-image-2825" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/decoup-744x1024.webp 744w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/decoup-218x300.webp 218w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/decoup-768x1057.webp 768w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/decoup-1116x1536.webp 1116w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/decoup.webp 1163w" sizes="auto, (max-width: 744px) 100vw, 744px" /><figcaption class="wp-element-caption">Andrè Villers, Untitled (Decoupage de Picasso), c. 1950<br>Source: Michael Hoppen Gallery</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Espansione del Cubismo a una Nuovo Ramo dell&#8217;Arte</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In quegli anni di metà &#8216;900, il potere innovativo di questa esplorazione è disarmante: la fotografia, nata agli inizi di quello stesso secolo, sta iniziando ad essere riconosciuta come un genere artistico a sé, mentre il Cubismo è storicamente circoscritto alla pittura e alla scultura. La collaborazione tra Villers e Picasso esemplifica il ruolo della complementarietà nello svelare nuove applicazioni e potenziali nascosti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parallelamente alla collaborazione artistica, Villers diventa un inviato sul territorio della vita intima e familiare di Picasso, documentandola tramite scatti di quotidianità&nbsp;e intersezione di quest’ultima con i momenti di ispirazione artistica.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="541" height="736" src="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/pablo-w.jpg" alt="" class="wp-image-2835" style="width:840px;height:auto" srcset="https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/pablo-w.jpg 541w, https://www.parmesse.it/wp-content/uploads/2024/08/pablo-w-221x300.jpg 221w" sizes="auto, (max-width: 541px) 100vw, 541px" /><figcaption class="wp-element-caption">Andrè Villers, Pablo Picasso with cigarette<br>Source: Hermitage Fine Art</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Non Solo Fotografo, ma Emulatore di Successo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Villers, molto piu’ giovane del mentore e amico Pablo Picasso, riesce a far leva sulla sua esposizione al Cubismo per evadere i confini della produzione fotografica, cimentandosi nella propria versione di pittura astratta. La sua insaziabile curiosità per il potenziale espressivo di luci e forme nell’astrattismo è alimentata, nel corso degli anni, anche da molti altri esponenti delle avanguardie del ‘900 con cui si relaziona, come Jacques Prévert, Alberto Magnelli, Oliver Mark, Jean Arp, Le Corbusier, Salvador Dalí, Joan Miró e altri. Cosi, Villers inizia a dipingere fino a pochissimi anni fa, e diventa protagonista di esposizioni quali la mostra del 2015 alla galleria&nbsp;Gagosian di Ginevra.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Una Recente Testimonianza sul Genio di Villers</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il fotografo e giornalista Czeslaw Czaplinski, che ha fatto vista a Villers nel 2000 nella sua villa, descrive con queste parole il loro incontro:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“An incredible meeting in the artist&#8217;s studio and his charming garden, communing with the originals of Picasso and the great masters whom Villers photographed. We exchanged our publications. At the same time, the extraordinary modesty of a man who communed with geniuses of art “– I think that brought me very close to Picasso.</em>&#8220;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Traspare l&#8217;idea di un uomo modesto, quieto, capace di tessere una rete di relazioni fondamentali alla propria crescita professionale grazie ad umiltà e autenticità. Villers lascia in eredità a tutti noi un modello di vita, non solamente professionale: è bello pensare di poterlo rendere attuale. </p>
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