Dall’11 al 21 settembre, al Teatro Franco Parenti di Milano, Hermès ha commosso il pubblico immergendolo nella sua più vera essenza, attraverso lo spettacolo  HERMÈSTORIES – Va In Scena Un’ Avventura. Lo ha reso partecipe di quel sogno immaginifico, di quella classe e di quella leggiadra raffinatezza, che riconosciamo, nella maison di rue Saint Honoré. Con un caleidoscopio di emozioni, lo ha stimolato, trasportandolo sulle sue ali, per luoghi lontani.  Lo ha condotto all’ embrione della fantasia, passando per il tempo, le vie, le generazioni. Lo ha guidato fin dentro le sue inaccessibili stanze: ove i manufatti e le iconiche creazioni vengono segretamente forgiate. 

Hermèstories, regia di Pauline Bayle. Una scena – foto: Luca Del Pia.

Mentre nel foyer teche e display mostravano gli oggetti del mestiere, i twill, le borse più celebri, testimonianze e cimeli indimenticabili, nella platea, la pièce teatrale scritta e diretta dalla regista francese Pauline Bayle, lasciava il pubblico a bocca aperta.  “Da Hermès, tutti gli oggetti parlano” …e, anche se non era una coincidenza casuale, il rumorista Monsieur Bruit incantava l’udito facendo vivere, quasi musicalmente, i più tipici rumori: i suoni brulicanti, i brusii e i fruscii, che animano i reparti dell’ atelier. Brrrr, frrrr, frrrr, clap-clap-clap, ptà! ptà! , schhhh, schhhh; fffruuuuuuhm, fffruuuuuuhm, fruuuhm! …Uno spettacolo, nello spettacolo.

Hermèstories – Mostra Foyer. Foto: Omar Sartor.

Se c’è una cosa che gli esperti della grande eccellenza italiana guardano con tanto rispetto ed ammirazione verso i transalpini, è senza dubbio la qualità e l’autenticità dello stile Hermès. Agli amanti dell’eleganza cosmopolita, la sua raffinatezza non può che suscitare il più sorpreso turbamento: come ogni adolescente può arrossire, scoprendo all’improvviso un giorno, di essere innamorato di una giovinetta.

Hermèstories regia di Pauline Bayle. Una scena – foto: Luca Del Pia.

Che lo spettacolo, oscillante tra fanciullesco surrealismo, e strabordante passione per l’  artigianalità, abbia conquistato gli ospiti, facendoli sentire in un attimo bimbi seduti per ore nella stanza dei balocchi, oppure adulti dentro una storica boutique, poco importa.
Ciò che conta, è che ogni singolo spettatore si è alzato dalla poltroncina di velluto, più gioioso, più sereno e più sognante, di quando vi si era seduto.

Michele Orsato

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